PIENA LAICITA’ DEMOCRATICA:questa frase può diventare uno dei principi fondamentali della tua “Questione della Libertà di Coscienza”. La renderei però leggermente più rigorosa, distinguendo tra uguaglianza giuridica e uguaglianza sostanziale.
Formula principale
PRINCIPIO DELLA PIENA LAICITÀ DEMOCRATICA
Una democrazia è pienamente laica quando non si limita a garantire alla persona la libertà di credere o di non credere, ma assicura a ogni individuo e a ogni comunità la possibilità di vivere, esprimere e organizzare pubblicamente la propria coscienza, religiosa o non religiosa, in condizioni di effettiva uguaglianza e senza discriminazioni.
Questa formulazione ha, a mio avviso, un vantaggio: non contrappone atei e credenti. La laicità diventa una garanzia comune.
La logica è questa
LIBERTÀ DI COSCIENZA
→ libertà di credere
→ libertà di non credere
→ libertà di cambiare convinzione
→ libertà di non appartenere
→ libertà di esprimere la propria visione del mondo
→ libertà di associarsi con altri
→ libertà di vivere collettivamente secondo la propria coscienza
→ pari condizioni di partecipazione alla vita sociale e istituzionale.
Dal diritto individuale al diritto di vivere
Qui emerge la distinzione fondamentale:
Libertà di non credere ≠ libertà di vivere secondo una coscienza non religiosa.
La prima può essere formalmente garantita anche in una società nella quale le persone non religiose incontrano difficoltà nell’organizzare:
- comunità;
- cerimonie;
- riti di passaggio;
- assistenza nei momenti della vita;
- luoghi di incontro;
- attività educative;
- attività culturali;
- celebrazioni;
- forme di spiritualità laica;
- rappresentanza istituzionale.
Per questo la tua ricerca può spostare il problema da:
“Lo Stato permette agli atei di non credere?”
a:
“Lo Stato garantisce ai cittadini, credenti e non credenti, condizioni effettivamente paritarie per vivere secondo la propria coscienza?”
Questa è una domanda molto più ampia.
Il principio della “pari libertà”
Da qui deriva un secondo principio:
**NON DIRITTI SPECIALI PER GLI ATEI.
PARI LIBERTÀ PER OGNI COSCIENZA.**
Non si chiede quindi allo Stato di diventare ateo.
Non si chiede di sostituire le religioni con una nuova ideologia.
Non si chiede necessariamente che ogni istituzione religiosa abbia un duplicato laico.
Si chiede invece che la condizione di essere non religioso non produca una minore possibilità concreta di partecipare alla vita collettiva.
La formula politica
La sintetizzerei in quattro passaggi:
La coscienza appartiene alla persona.
La libertà della coscienza appartiene ai diritti fondamentali.
Le condizioni concrete per esercitarla appartengono alla società.
La garanzia di tali condizioni appartiene alle istituzioni democratiche.
E quindi:
DALLA LIBERTÀ DI COSCIENZA ALLA LIBERTÀ DI VITA SECONDO COSCIENZA.
Questa potrebbe diventare la linea teorica centrale che collega la tua Questione della Libertà di Coscienza, la Spiritualità Laica e il progetto del Centro di Spiritualità Laica.


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