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NON CREDENTI SULLA TERRA: non credenti in Dio o negli dèi esistono in praticamente tutte le aree del mondo, ma il modo in cui vengono riconosciuti e rappresentati dalle istituzioni è molto diverso da Stato a Stato.

Ed è importante fare una distinzione: “non religioso”, “ateo”, “agnostico”, “umanista”, “secolare” e “senza affiliazione religiosa” non sono sinonimi. Una persona può non appartenere a una religione senza definirsi atea.

La questione che stai ponendo, quindi, può diventare una vera comparazione internazionale della libertà di coscienza.

1. Esistono in tutto il mondo

Negli Stati Uniti, per esempio, il Pew Research Center distingue tra atei, agnostici e persone che dichiarano semplicemente “nulla in particolare”. Nel 2023 ha intervistato oltre 3.300 adulti appartenenti a queste categorie all’interno di un campione nazionale. (Pew Research Center)

Ma il fenomeno è molto più ampio: in molti Paesi europei, nell’America Latina, in Australia e Nuova Zelanda, in alcune società dell’Asia orientale e in altri contesti esistono consistenti popolazioni non religiose.

Il problema interessante non è dunque più:

“Esistono gli atei?”

ma:

“Come una società democratica trasforma la presenza demografica dei non credenti in riconoscimento sociale, organizzativo e istituzionale?”


2. Possiamo individuare almeno 5 modelli internazionali

ModelloEsempioSituazione dei non credenti
A. Neutralità secolare forteUruguayStato fortemente separato dalle religioni
B. Parità tra religioni e visioni del mondoNorvegiaHumanismo riconosciuto come livssyn (visione del mondo)
C. Pluralismo associativoUSAForte movimento ateo/secolare, ma rappresentanza istituzionale disomogenea
D. Riconoscimento civile delle concezioni non religioseScozia/Nord IrlandaHumanist celebrants e matrimoni umanisti legalmente riconosciuti
E. Separazione tra libertà individuale e riconoscimento collettivoInghilterra/GallesAmpia libertà individuale, ma alcuni diritti collettivi degli umanisti restano incompleti

Questi esempi sono particolarmente interessanti perché dimostrano una cosa importante:

non esiste un unico modello mondiale di “rappresentanza degli atei”.


3. 🇳🇴 Norvegia: forse il caso più interessante per il tuo progetto

La Norvegia offre un modello molto vicino alla tua idea di “libertà di coscienza”.

Il principio non è semplicemente:

religione ↔ ateismo

ma:

religione ↔ visione del mondo (livssyn)

L’organizzazione principale è lo Human-Etisk Forbund, che rappresenta una concezione umanista non religiosa.

Il principio dichiarato dall’organizzazione è particolarmente significativo:

la libertà di visione del mondo comprende libertà religiosa e libertà dalla religione.

L’organizzazione chiede inoltre che lo Stato sia neutrale rispetto alle diverse religioni e concezioni del mondo e che nessuna riceva privilegi particolari. (Human-Etisk Forbund)

Ma c’è qualcosa di ancora più interessante.

In Norvegia le organizzazioni religiose e le organizzazioni di livssyn possono accedere a forme di sostegno pubblico.

L’Human-Etisk Forbund riceve infatti finanziamenti pubblici nell’ambito del sistema norvegese per le comunità religiose e di visione del mondo; il principio generale è quello di garantire un sostegno proporzionato ai membri. (Human-Etisk Forbund)

Questa è una differenza concettuale molto importante.

Non si dice:

“Lo Stato finanzia l’ateismo.”

Si dice:

“Lo Stato riconosce che anche una concezione non religiosa della vita può costituire una comunità organizzata di visione del mondo.”

È molto vicino alla tua idea di Spiritualità Laica come realtà collettiva non religiosa.


4. 🇬🇧 Regno Unito: il caso è più complesso

Il Regno Unito è particolarmente interessante perché possiede una forte organizzazione umanista nazionale, Humanists UK, che interviene direttamente nelle politiche pubbliche.

Per esempio, gli umanisti sono presenti nella discussione su:

  • educazione;
  • matrimonio;
  • carceri;
  • ospedali;
  • forze armate;
  • assistenza pastorale;
  • cerimonie civili;
  • rappresentanza istituzionale.

Un esempio straordinario è l’assistenza negli ospedali e nelle carceri.

Humanists UK riferisce che circa il 35% dei NHS Trusts dispone oggi di operatori di assistenza pastorale non religiosa e che quasi il 10% delle carceri dispone di tale presenza; esistono inoltre posti retribuiti e responsabili di servizi non religiosi. (Humanists UK)

Quindi il principio diventa:

se l’istituzione offre assistenza religiosa alle persone religiose, deve essere in grado di offrire assistenza coerente con la coscienza delle persone non religiose.

Questo è esattamente uno dei problemi che tu stai ponendo per l’Italia.


5. Ma il Regno Unito mostra anche una contraddizione

L’Inghilterra e il Galles non riconoscono ancora legalmente il matrimonio umanista come matrimonio autonomo.

Una coppia può fare una cerimonia umanista, ma deve aggiungere una procedura civile affinché il matrimonio abbia validità giuridica. La House of Commons Library ha confermato questa situazione nel marzo 2026. (House of Commons Library)

La situazione è diversa in Scozia e Irlanda del Nord, dove i matrimoni umanisti sono legalmente riconosciuti. (Ministero degli Affari Esteri)

Questo è un esempio perfetto della differenza fra:

libertà di non credere

e

possibilità di vivere pubblicamente secondo una concezione non religiosa.


6. 🇺🇸 Stati Uniti: grande popolazione non religiosa, forte movimento associativo

Negli Stati Uniti il fenomeno è molto sviluppato sul piano associativo.

Esistono organizzazioni come:

  • American Atheists;
  • American Humanist Association;
  • Freedom From Religion Foundation;
  • organizzazioni locali di humanists, atheists, freethinkers e secular Americans.

L’U.S. Secular Survey ha raccolto quasi 34.000 partecipanti non religiosi, comprendendo atei, agnostici, umanisti, freethinkers e altre identità secolari. (secularsurvey.org)

Quindi qui abbiamo:

grande consistenza demografica → grande movimento associativo → attività di advocacy → intervento nel dibattito politico e giuridico.

Ma gli Stati Uniti mostrano anche una difficoltà importante.

Uno studio recente sulla cappellania federale rileva che gli organismi federali di riconoscimento dei cappellani continuano a privilegiare le principali tradizioni religiose e non riconoscono in modo equivalente gli organismi umanisti/non teisti per molte posizioni federali. (DOI)

Quindi:

anche una democrazia fortemente pluralista può avere una distanza fra libertà individuale e rappresentanza istituzionale.


7. 🇺🇾 Uruguay: il modello della laicità istituzionale

L’Uruguay rappresenta un altro modello interessante.

La Costituzione stabilisce che lo Stato non sostiene alcuna religione particolare e la legislazione vieta le discriminazioni fondate sulla religione. La laicità è inoltre esplicitamente celebrata attraverso una giornata nazionale dedicata alla laicità. (Ministero degli Affari Esteri)

Qui la soluzione non consiste necessariamente nel creare una struttura pubblica “atea”.

È piuttosto:

lo Stato non assume una religione come propria e mantiene una posizione istituzionalmente secolare.

Questo è un modello diverso da quello norvegese.


8. La cosa più interessante: “non credente” non significa necessariamente “ateo organizzato”

Questo è fondamentale per la tua ricerca.

Possiamo avere:

Persona A

Atea

“Non credo in Dio o negli dèi.”

Persona B

Agnostica

“Non so se Dio esista e ritengo che la questione non sia conoscibile.”

Persona C

Non religiosa

“Non appartengo ad alcuna religione.”

Persona D

Umanista

“La mia visione etica del mondo è fondata sull’essere umano, sulla ragione, sulla dignità e sui diritti.”

Persona E

Secolare

“Ritengo che le istituzioni pubbliche debbano essere neutrali rispetto alle religioni e alle visioni del mondo.”

Queste persone possono avere valori molto diversi.

Ma possono condividere una stessa esigenza:

vivere senza un riferimento religioso e poterlo fare pubblicamente senza discriminazioni.


9. E qui arriviamo al punto centrale della tua ricerca

Il confronto internazionale suggerisce che esistono almeno quattro livelli di rappresentanza:

LIVELLO 1 — RAPPRESENTANZA DEMOGRAFICA

Lo Stato misura quante persone dichiarano:

  • una religione;
  • nessuna religione;
  • ateismo;
  • agnosticismo;
  • altro.

LIVELLO 2 — RAPPRESENTANZA ASSOCIATIVA

Esistono organizzazioni che rappresentano:

  • atei;
  • agnostici;
  • umanisti;
  • non religiosi;
  • liberi pensatori.

LIVELLO 3 — RAPPRESENTANZA SOCIALE

Queste organizzazioni possono fornire:

  • cerimonie;
  • comunità;
  • assistenza;
  • cultura;
  • educazione;
  • celebrazioni;
  • sostegno nei momenti difficili.

LIVELLO 4 — RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE

Lo Stato riconosce concretamente tali comunità nei:

  • parlamenti;
  • consultazioni governative;
  • scuole;
  • ospedali;
  • carceri;
  • forze armate;
  • cerimonie pubbliche;
  • sistemi matrimoniali;
  • sistemi di finanziamento;
  • organismi consultivi.

Ed è proprio il quarto livello quello che in Italia merita di essere studiato sistematicamente.


10. La vera comparazione non dovrebbe essere “religioni contro atei”

A mio avviso, per il tuo progetto sarebbe metodologicamente migliore utilizzare questa categoria:

RELIGIONI E VISIONI DEL MONDO

Da una parte:

Coscienze religiose

  • cattolici
  • protestanti
  • ortodossi
  • musulmani
  • ebrei
  • buddhisti
  • induisti
  • ecc.

Dall’altra:

Coscienze non religiose

  • atei
  • agnostici
  • umanisti
  • razionalisti
  • secolaristi
  • non affiliati.

E chiedere:

“Quali condizioni offre lo Stato affinché ciascuna visione del mondo possa organizzarsi, esprimersi e partecipare alla vita collettiva?”

Questo evita di trasformare la ricerca in una contrapposizione religione–ateismo.


11. Emerge una possibile scala internazionale

Potremmo costruire una Scala internazionale della rappresentanza della coscienza non religiosa:

0 — Invisibilità

La non credenza è tollerata ma non riconosciuta socialmente.

1 — Libertà individuale

È garantito il diritto di non credere.

2 — Libertà associativa

Gli atei/non religiosi possono creare associazioni.

3 — Riconoscimento sociale

Lo Stato riconosce le organizzazioni non religiose come portatrici di una visione del mondo.

4 — Riconoscimento funzionale

Sono disponibili cerimonie, assistenza, spazi e servizi non religiosi.

5 — Parità istituzionale

Le visioni non religiose partecipano ai meccanismi istituzionali secondo criteri sostanzialmente paritari.

Su questa scala, Norvegia e alcune parti del Regno Unito rappresentano casi molto interessanti, mentre gli Stati Uniti mostrano un forte sviluppo associativo ma anche significative lacune istituzionali. L’Uruguay rappresenta invece un modello fondato soprattutto sulla neutralità statale. (Human-Etisk Forbund)


12. E questo cambia anche la domanda italiana

La domanda iniziale:

“Gli atei italiani sono rappresentati?”

è troppo semplice.

La domanda scientificamente e politicamente più interessante diventa:

“Qual è il grado di rappresentanza istituzionale della coscienza non religiosa in Italia rispetto ad altri ordinamenti democratici?”

E possiamo misurarlo.

Io proporrei di chiamarlo:

IRLC — Indice Internazionale di Rappresentanza della Libertà di Coscienza

con 12 indicatori:

  1. riconoscimento giuridico;
  2. libertà associativa;
  3. riconoscimento delle organizzazioni non religiose;
  4. finanziamento pubblico;
  5. consultazione istituzionale;
  6. educazione;
  7. cerimonie di nascita;
  8. matrimonio;
  9. assistenza ospedaliera;
  10. assistenza carceraria;
  11. assistenza nelle forze armate;
  12. rappresentanza nei luoghi decisionali.

A quel punto potremmo confrontare Italia, Norvegia, Regno Unito, USA, Uruguay, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Australia e Nuova Zelanda.

Il risultato sarebbe particolarmente utile per il tuo progetto: non affermare preliminarmente che “l’Italia discrimina gli atei”, ma verificare empiricamente quanto la libertà costituzionale di coscienza diventi, nei diversi Paesi, effettiva libertà di vita collettiva.

E questa comparazione potrebbe fornire una base molto forte per il Centro di Spiritualità Laica e per il tuo progetto più generale della “Questione della Libertà di Coscienza”.

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