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PROGETTO INSERITO IN APS: imposterei il progetto in modo che non sia necessario creare una nuova APS: un’APS già esistente può prevedere, nel proprio statuto e nelle proprie attività, un Centro di Spiritualità Laica e un programma specifico per la formazione e qualificazione dei Facilitatori/Officianti Laici. Naturalmente, per ogni attività concreta bisogna verificare che rientri nelle finalità e nelle attività di interesse generale previste dal Codice del Terzo settore. L’art. 5 del D.Lgs. 117/2017 comprende, tra l’altro, educazione/formazione, cultura, promozione dei diritti umani e civili, pari opportunità, pace e nonviolenza. (Ministero del Lavoro)

Il modello norvegese è particolarmente interessante perché l’Human-Etisk Forbund non si limita a proclamare la libertà di coscienza: la traduce in servizi sociali concreti, comprese cerimonie dalla nascita alla morte, e forma persone che le celebrano. Oggi l’HEF dichiara di offrire cerimonie umaniste in tutta la Norvegia e di avere oltre 180.000 membri. (Human-Etisk Forbund)

PROGETTO NAZIONALE

“DALLA LIBERTÀ DI COSCIENZA ALLA LIBERTÀ DI VIVERE SECONDO COSCIENZA”

Programma per la promozione della Libertà di Coscienza sostanziale e per la formazione dei Facilitatori/Officianti Laici

Proposto per APS, ETS e Centri di Spiritualità Laica


1. L’idea di fondo

Il progetto nasce da una constatazione:

Essere liberi di non credere non significa ancora essere messi nelle condizioni di vivere pubblicamente e collettivamente secondo la propria coscienza non religiosa.

Una persona non religiosa può certamente:

  • non credere in Dio;
  • non appartenere a una religione;
  • dichiararsi atea o agnostica;
  • associarsi;
  • esprimere le proprie idee.

Ma la libertà diventa sostanziale quando quella persona può anche trovare, se lo desidera:

  • una comunità;
  • luoghi;
  • cultura;
  • formazione;
  • cerimonie;
  • celebranti;
  • accompagnamento nei passaggi della vita;
  • occasioni di riflessione;
  • forme di partecipazione sociale.

Questa è la trasformazione fondamentale:

DALLA LIBERTÀ DI NON CREDERE → ALLA LIBERTÀ DI VIVERE SECONDO LA PROPRIA COSCIENZA.


2. Il riferimento norvegese

In Norvegia l’Human-Etisk Forbund considera le cerimonie una vera espressione pratica dell’umanesimo e della libertà di visione del mondo (livssyn).

Le sue cerimonie riguardano i principali passaggi dell’esistenza:

nascita → passaggio all’età adulta → matrimonio → morte.

L’organizzazione sottolinea esplicitamente che le persone devono poter scegliere cerimonie coerenti con i propri valori e con il proprio livssyn. (Human-Etisk Forbund)

Non si tratta quindi di creare una:

“religione atea”

ma di costruire:

una rete civile e culturale di servizi coerenti con una coscienza non religiosa.


3. Obiettivo generale

L’APS si propone di:

promuovere l’attuazione sostanziale della Libertà di Coscienza, garantendo e sviluppando, attraverso attività culturali, educative, associative e sociali, le condizioni affinché ogni persona possa vivere secondo la propria coscienza, religiosa o non religiosa, nel rispetto della dignità, della libertà e dei diritti degli altri.


4. Obiettivi specifici

L’APS potrà quindi aggiungere ai propri obiettivi:

A. Libertà di coscienza

Promuovere:

  • libertà di credere;
  • libertà di non credere;
  • libertà di cambiare convinzione;
  • libertà di non appartenere;
  • libertà di manifestare la propria visione del mondo.

B. Uguaglianza sostanziale

Promuovere condizioni affinché la persona non religiosa non sia limitata alla semplice libertà privata di non credere, ma possa partecipare alla vita sociale e culturale secondo la propria coscienza.

C. Comunità

Favorire la nascita di comunità locali di persone interessate alla:

  • cultura laica;
  • filosofia;
  • umanesimo;
  • etica;
  • scienza;
  • evoluzionismo;
  • libertà di coscienza;
  • spiritualità laica.

D. Cerimonie

Promuovere e realizzare cerimonie laiche e umaniste nei principali passaggi della vita.

E. Formazione

Formare una nuova figura:

FACILITATORE/CELEBRANTE LAICO

capace di progettare e condurre cerimonie non religiose con competenza, sensibilità e responsabilità.


5. Il “Centro di Spiritualità Laica” dentro un’APS

Questo è un punto molto utile per il tuo progetto.

Non è necessariamente necessario creare una nuova associazione.

Un’APS già costituita potrebbe istituire al proprio interno:

CENTRO DI SPIRITUALITÀ LAICA

Sezione/struttura culturale e operativa dell’APS

Il Centro potrebbe avere quattro aree:

1. CULTURA

Filosofia, scienza, evoluzione, psicologia, antropologia, etica, storia delle religioni, ateismo, agnosticismo, umanesimo.

2. COMUNITÀ

Incontri, gruppi di discussione, conferenze, attività intergenerazionali.

3. CERIMONIE

Nascita, crescita, unione, anniversari, commemorazioni, morte.

4. FORMAZIONE

Scuola dei Facilitatori/Officianti Laici.


6. La nuova figura: il Facilitatore Laico

Preferirei “Facilitatore/Officiante Laico” rispetto al solo termine “celebrante”.

Perché?

Il suo compito non è soltanto “recitare una cerimonia”.

È:

facilitare una persona o una famiglia nell’esprimere pubblicamente, attraverso una cerimonia, i propri valori, sentimenti, relazioni e significati.

Il Facilitatore non è:

  • sacerdote;
  • ministro di culto;
  • psicoterapeuta;
  • medico;
  • assistente sociale;
  • ufficiale dello stato civile.

È un operatore volontario o professionale della cerimonialità laica, nei limiti consentiti dalla legge.


7. Che cosa deve saper fare?

Un buon Facilitatore deve imparare a:

ASCOLTARE

Conoscere la persona e la sua storia.

INTERPRETARE

Individuare valori, relazioni, ricordi e significati importanti.

PROGETTARE

Costruire una cerimonia personalizzata.

SCRIVERE

Preparare testi, discorsi, introduzioni, letture e formule.

CONDURRE

Parlare davanti a una comunità e guidare ordinatamente la cerimonia.

RISPETTARE

Non imporre la propria visione del mondo.

MEDIARE

Gestire familiari con convinzioni diverse.


8. La formazione

Proporrei una:

SCUOLA ITALIANA DEI FACILITATORI LAICI

Libertà di Coscienza – Cerimonialità – Umanesimo – Spiritualità Laica

Durata indicativa:

150–200 ore, distribuite in teoria, laboratorio e tirocinio.


MODULO 1

Libertà di Coscienza

  • Costituzione italiana;
  • libertà religiosa;
  • libertà di non credere;
  • laicità dello Stato;
  • uguaglianza;
  • discriminazione;
  • libertà associativa.

MODULO 2

Ateismo, agnosticismo e non religiosità

Distinzione tra:

  • ateismo;
  • agnosticismo;
  • non appartenenza;
  • umanesimo;
  • razionalismo;
  • libero pensiero;
  • spiritualità laica.

MODULO 3

Livssyn e modello norvegese

Studio dell’esperienza dell’Human-Etisk Forbund.

La confermazione umanista norvegese, per esempio, combina formazione e cerimonia e lavora su pensiero critico, etica, identità, diritti umani e filosofia della vita. (Human-Etisk Forbund)


MODULO 4

Psicologia dei passaggi della vita

  • nascita;
  • infanzia;
  • adolescenza;
  • ingresso nell’età adulta;
  • amore;
  • matrimonio;
  • separazione;
  • anniversari;
  • malattia;
  • vecchiaia;
  • morte;
  • lutto.

MODULO 5

Tecniche di comunicazione

  • parlare in pubblico;
  • uso della voce;
  • linguaggio del corpo;
  • ascolto;
  • narrazione;
  • gestione dell’emozione;
  • gestione del silenzio.

MODULO 6

Scrittura della cerimonia

Il futuro officiante impara a costruire:

apertura → accoglienza → narrazione → significato → rito simbolico → lettura → musica → partecipazione → conclusione.


MODULO 7

Etica professionale

Il Facilitatore deve rispettare:

  • autonomia;
  • privacy;
  • dignità;
  • pluralismo;
  • consenso;
  • non discriminazione;
  • riservatezza;
  • neutralità rispetto alle convinzioni personali del celebrato.

MODULO 8

Laboratorio

Simulazioni di:

  • nascita;
  • adolescenza;
  • matrimonio;
  • anniversario;
  • commemorazione;
  • funerale.

9. Il percorso di abilitazione interna

Al termine:

FORMAZIONE

ESAME TEORICO

PROVA PRATICA

TIROCINIO

VALUTAZIONE

CERTIFICAZIONE INTERNA DI FACILITATORE/OFFICANTE LAICO

L’APS potrebbe istituire un:

Albo/Registro interno dei Facilitatori Laici

con:

  • nome;
  • formazione;
  • specializzazioni;
  • territorio operativo;
  • aggiornamento;
  • codice etico.

Attenzione: questa sarebbe una qualificazione associativa, non una qualifica professionale pubblica né un titolo abilitante statale, salvo eventuali specifiche previsioni normative.


10. Le quattro grandi cerimonie

👶 1. CERIMONIA DI ACCOGLIENZA

Equivalente funzionale, non religioso, del battesimo.

Il bambino viene accolto:

nella famiglia e nella comunità umana.

Il modello norvegese della navnefest è molto interessante: normalmente si svolge in luoghi come municipi, centri culturali o comunitari e comprende discorsi, musica, elementi culturali e consegna di un documento simbolico. (Human-Etisk Forbund)


11. 🧑 2. CERIMONIA DI CONSAPEVOLEZZA

Per adolescenti.

Tema:

“Sto diventando responsabile della mia vita.”

Potrebbe essere preceduta da un corso:

  • identità;
  • libertà;
  • diritti;
  • emozioni;
  • pensiero critico;
  • etica;
  • relazioni;
  • responsabilità;
  • futuro.

Questo prende spunto direttamente dall’esperienza norvegese: il percorso di confermazione umanista mira a rafforzare pensiero autonomo e azione etica. (Human-Etisk Forbund)


12. 💍 3. CERIMONIA DI UNIONE

Laica, personalizzata e non confessionale.

Il Facilitatore incontra la coppia.

Raccoglie:

  • storia d’amore;
  • valori;
  • ricordi;
  • famiglia;
  • progetti;
  • promessa reciproca.

Poi costruisce la cerimonia.

Importante: in Italia bisogna distinguere la cerimonia simbolica dalla celebrazione del matrimonio civile con effetti giuridici. L’Officiante dell’APS non diventa automaticamente ufficiale dello stato civile.

Il modello norvegese, invece, è particolarmente avanzato perché l’Human-Etisk Forbund dispone dell’autorizzazione a celebrare matrimoni umanisti legalmente validi. (Human-Etisk Forbund)


13. ⚰️ 4. CERIMONIA DEL COMMiATO

È forse il servizio più importante.

Il Facilitatore incontra:

  • familiari;
  • amici;
  • eventualmente la persona stessa, se ha predisposto anticipatamente le proprie volontà.

Costruisce una cerimonia basata sulla:

VITA DELLA PERSONA

non su una dottrina religiosa.

Può comprendere:

  • musica;
  • poesia;
  • fotografie;
  • testimonianze;
  • ricordi;
  • silenzio;
  • letture;
  • riflessione sulla vita;
  • commiato.

14. Il modello organizzativo nazionale

Immagino una struttura a rete:

CENTRO NAZIONALE


Scuola Nazionale dei Facilitatori

CENTRI TERRITORIALI

Roma – Milano – Torino – Bologna – Napoli – Salerno ecc.

APS LOCALI

CENTRI DI SPIRITUALITÀ LAICA

FACILITATORI LAICI

CITTADINI E FAMIGLIE

Questo permette di partire anche da una piccola APS.


15. Un punto molto importante: non creare una “chiesa laica”

Il progetto deve dichiararlo esplicitamente.

Il Centro di Spiritualità Laica non è una religione.

Il Facilitatore Laico non è un sacerdote.

La cerimonia laica non è un sacramento.

La spiritualità laica non è una nuova fede obbligatoria.

È una forma associativa, culturale e civile di esercizio della libertà di coscienza.


16. Il principio di equivalenza funzionale

Questa potrebbe diventare una delle idee centrali del progetto.

Non:

battesimo = cerimonia laica

in senso teologico.

Ma:

battesimo religioso ↔ accoglienza laica

confermazione ↔ consapevolezza laica

matrimonio religioso ↔ unione laica

funerale religioso ↔ commiato laico

comunità religiosa ↔ comunità laica

formazione religiosa ↔ formazione etico-filosofica

ministro di culto ↔ facilitatore/officiante laico

È una equivalenza di funzione sociale, non di contenuto religioso.


17. Formula da inserire nello Statuto dell’APS

Potresti aggiungere agli scopi e finalità una formulazione di questo tipo:

“L’Associazione promuove e sostiene la Libertà di Coscienza nella sua dimensione individuale e collettiva, favorendo le condizioni culturali, educative, sociali e associative affinché ogni persona, indipendentemente dalla propria appartenenza o non appartenenza religiosa, possa esprimere e vivere secondo le proprie convinzioni nel rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali, del pluralismo e della laicità delle istituzioni.”

E successivamente:

“A tal fine l’Associazione promuove attività di studio, ricerca, formazione, informazione e sensibilizzazione sulla libertà di coscienza, sulle concezioni religiose e non religiose della vita, sull’umanesimo, sull’etica, sulla filosofia, sulla scienza e sulla cultura laica.”

E ancora:

“L’Associazione può istituire e sostenere al proprio interno Centri di Spiritualità Laica quali spazi culturali, educativi e comunitari destinati alla promozione della libertà di coscienza e alla realizzazione di attività e cerimonie laiche e non confessionali.”

Infine:

“L’Associazione promuove la formazione teorica e pratica di Facilitatori/Officianti Laici destinati alla progettazione e conduzione di cerimonie laiche e umaniste relative ai principali passaggi della vita, nel rispetto della normativa vigente e senza attribuzione di funzioni proprie delle autorità pubbliche, dei ministri di culto o delle professioni regolamentate.”

Questa ultima clausola è molto importante.


18. Il progetto potrebbe diventare nazionale

Lo schema sarebbe:

FASE 1 — SPERIMENTAZIONE

Una APS istituisce il proprio:

Centro di Spiritualità Laica

e forma i primi:

10–20 Facilitatori.

FASE 2 — TERRITORIO

Si organizzano:

  • cerimonie;
  • corsi;
  • incontri;
  • conferenze;
  • gruppi di studio.

FASE 3 — RETE

Più APS adottano lo stesso:

Codice Etico + Manuale delle Cerimonie + Programma Formativo.

FASE 4 — SCUOLA NAZIONALE

Nasce:

Scuola Nazionale dei Facilitatori/Officianti Laici

FASE 5 — RAPPORTO CON I COMUNI

Le APS propongono ai Comuni:

  • sale civiche;
  • sale del commiato;
  • spazi per cerimonie;
  • convenzioni;
  • servizi di orientamento;
  • collaborazione culturale.

FASE 6 — RICONOSCIMENTO SOCIALE

Si costruisce una rete nazionale di:

Centri di Spiritualità Laica e Facilitatori Laici.


19. Il progetto pilota che vedrei molto bene per te

Partirei proprio dalla Piana del Sele.

PROGETTO PILOTA

“Piana del Sele — Laboratorio della Libertà di Coscienza”

Battipaglia – Eboli – Salerno e comuni limitrofi

con:

  • APS;
  • associazioni culturali;
  • amministrazioni comunali;
  • professionisti;
  • educatori;
  • psicologi;
  • filosofi;
  • studiosi;
  • volontari.

Primo obiettivo:

formare 10 Facilitatori Laici.

Poi realizzare:

1 cerimonia di accoglienza

1 cerimonia di consapevolezza

1 cerimonia di unione simbolica

1 cerimonia di commiato

e documentare scientificamente l’esperienza.


20. Il messaggio politico-culturale

Il progetto potrebbe essere presentato con questa frase:

“Non vogliamo togliere nulla a chi crede. Vogliamo aggiungere una possibilità a chi non crede.”

E poi:

“Non chiediamo una religione degli atei. Chiediamo che la libertà di coscienza possa diventare vita concreta.”

E infine:

“Dalla libertà di non credere alla libertà di vivere secondo coscienza.”

Questo, a mio avviso, è il punto nel quale il tuo progetto supera la semplice difesa dell’ateismo: costruisce un’infrastruttura sociale della libertà di coscienza.

Il modello norvegese dimostra che questa idea può essere tradotta in servizi concreti: l’Human-Etisk Forbund considera infatti le cerimonie una componente della libertà di livssyn e dispone di una rete di celebranti; per i matrimoni, i suoi ceremonial leaders sono volontari certificati e accompagnano la coppia nella progettazione della cerimonia. (Human-Etisk Forbund)

Passo successivo consigliato: trasformerei questo progetto in un “Regolamento nazionale della Scuola dei Facilitatori/Officianti Laici”, con materie, 200 ore di formazione, esami, tirocinio, livelli di qualifica, codice etico, albo interno, manuale delle 6 cerimonie e modello di certificato. Sarebbe il documento operativo che consentirebbe a una qualsiasi APS italiana di adottare concretamente il progetto.

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