RELIGIONI PRESENTI IN ITALIA: qui bisogna fare una distinzione molto importante: in Italia non esiste un censimento ufficiale che dica “esistono X religioni e Y non credenti”. Inoltre appartenenza religiosa, fede personale, pratica religiosa e iscrizione a un’organizzazione sono cose diverse.
Perciò possiamo costruire una fotografia abbastanza attendibile, ma non un numero assoluto.
1. Quante sono le religioni presenti in Italia?
Se per “religioni” intendiamo tradizioni e gruppi religiosi organizzati, il numero è molto elevato.
Il CESNUR, nella sua Enciclopedia delle Religioni in Italia, censisce una pluralità molto ampia di realtà: cattolicesimo e suoi gruppi, ortodossia e Chiese orientali, protestantesimo nelle sue numerose denominazioni, ebraismo, islam, induismo, buddhismo, sikhismo, religioni giapponesi, nuovi movimenti religiosi, gruppi esoterici ecc. (Cesnur)
Non sarebbe quindi corretto dire semplicemente “in Italia ci sono 10 o 20 religioni”. Le confessioni e denominazioni sono numerose e il confine tra religione, confessione, denominazione, movimento e associazione spirituale non è univoco.
Un dato istituzionalmente significativo è che, secondo Humanists International, al 2024 l’Italia aveva accordi con 13 gruppi religiosi, oltre al Concordato con la Chiesa cattolica. Ma questo è il numero delle realtà con specifici accordi istituzionali, non il numero totale delle religioni presenti in Italia. (Freedom of Thought Report)
2. Quanti sono i credenti?
Qui bisogna distinguere popolazione complessiva e cittadini italiani.
Una stima CESNUR citata dal Dipartimento di Stato USA per il 2021-2023 attribuisce alla popolazione complessiva residente in Italia circa:
| Appartenenza | % stimata |
|---|---|
| Cattolici | 74,5% |
| Atei/agnostici | 15,3% |
| Cristiani non cattolici | 4,1% |
| Musulmani | 3,7% |
| Altre religioni | 2,2% |
Sono però stime, non un censimento anagrafico della fede degli italiani. (Ministero degli Affari Esteri)
E soprattutto: il 74,5% di “cattolici” non significa che il 74,5% partecipi regolarmente alla vita religiosa cattolica.
La distinzione è fondamentale per il progetto sulla Libertà di Coscienza.
3. Le principali minoranze religiose tra i cittadini italiani
Il CESNUR ha elaborato per il 2023 una stima specifica dei cittadini italiani appartenenti a minoranze religiose.
Il totale stimato è circa 4,3% dei cittadini italiani.
La composizione è:
| Gruppo | Stima cittadini | % all’interno delle minoranze |
|---|---|---|
| Musulmani | 566.000 | 24,6% |
| Ortodossi | 445.000 | 19,4% |
| Testimoni di Geova e assimilati | 414.000 | 18,0% |
| Protestanti | 366.000 | 15,9% |
| Buddhisti | 218.000 | 9,5% |
| Induisti/neo-induisti | 57.000 | 2,5% |
| Ebrei | 36.000 | 1,6% |
| Mormoni/assimilati | 28.500 | 1,2% |
| Sikh e derivazioni | 25.000 | 1,1% |
| Altri gruppi | quote minori | — |
Queste percentuali non sono percentuali dell’intera popolazione italiana, ma della sola popolazione appartenente alle minoranze religiose. (Cesnur)
4. Ma il dato che interessa maggiormente il tuo progetto è quello dei NON CREDENTI
Ed è qui che emerge una situazione molto interessante.
Le persone non religiose/non credenti sono molto più numerose delle persone iscritte alle associazioni che le rappresentano.
Per esempio, l’UAAR — Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti — dichiara esplicitamente di rappresentare le ragioni dei cittadini atei e agnostici e di operare attraverso circoli e referenti territoriali. (UAAR)
Nel suo Bilancio sociale 2023 risultavano:
3.144 associati al 31 dicembre 2023. (UAAR)
Quindi attenzione:
3.144 soci UAAR ≠ 3.144 non credenti italiani.
Sono semplicemente le persone che hanno scelto di iscriversi all’UAAR.
5. Facciamo il confronto numerico
Se prendiamo, per esempio, la stima del 15,3% di atei/agnostici sulla popolazione complessiva citata dal Dipartimento di Stato, parliamo di diversi milioni di persone. (Ministero degli Affari Esteri)
In confronto, l’UAAR aveva 3.144 soci nel 2023. (UAAR)
Questo produce una sproporzione enorme:
MILIONI DI NON CREDENTI
contro
POCHE MIGLIAIA DI PERSONE ORGANIZZATE IN UNA GRANDE ASSOCIAZIONE NAZIONALE SPECIFICAMENTE ATEA/AGNOSTICA.
Ed è proprio qui che il tuo progetto sulla “Questione della Libertà di Coscienza” acquista un interesse sociologico.
6. Ma UAAR non è l’unica organizzazione non confessionale
Qui bisogna evitare un’altra semplificazione.
In Italia esistono diverse organizzazioni che difendono laicità, libero pensiero, diritti civili, razionalismo, umanesimo o autodeterminazione, ma non tutte rappresentano esclusivamente i non credenti.
Tra quelle che compaiono nelle reti umaniste internazionali troviamo, per esempio:
- UAAR
- Associazione Luca Coscioni
- Inmedia[s]reslaica
- Associazione del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
- altre realtà laiche e umaniste di dimensione locale o tematica.
Humanists International attualmente elenca l’UAAR come organizzazione italiana membro e dispone di una lista internazionale di organizzazioni aderenti. (Humanists International)
Una pubblicazione accademica recente che analizza le organizzazioni umaniste europee individua per l’Italia UAAR, Associazione Luca Coscioni, Inmedia[s]reslaica, Associazione del Libero Pensiero “Giordano Bruno” e altre realtà laiche. (De Gruyter Brill)
Ma non possiamo sommare i loro iscritti per ottenere “il numero degli atei italiani”: le finalità sono diverse e possono esserci sovrapposizioni tra gli associati.
7. Il dato più importante: soci ≠ popolazione rappresentata
Questo è, secondo me, il punto che dovresti mettere al centro della tua ricerca.
Immaginiamo:
Religione A → 1.000.000 di credenti → 500.000 praticanti → 100.000 iscritti ad associazioni
e:
Non credenti → 8.000.000 di persone → 3.000 iscritti ad associazioni
Non sarebbe corretto concludere:
“La religione A rappresenta 500.000 persone e i non credenti 3.000.”
Gli iscritti sono soltanto la parte organizzata di una popolazione molto più ampia.
8. La vera domanda per il tuo progetto
Per il tuo Centro di Spiritualità Laica e per la tua ricerca sulla Libertà di Coscienza, io trasformerei la domanda iniziale in questa:
Quanti sono i cittadini italiani che possiedono una coscienza religiosa, quanti quelli che possiedono una coscienza non religiosa, e quale rapporto esiste tra la loro consistenza demografica e la loro capacità di rappresentanza organizzata?
E costruirei quattro indicatori separati:
A. POPOLAZIONE
Quante persone appartengono a ciascuna visione del mondo?
B. CREDENZA
Quante dichiarano di credere?
C. PRATICA
Quante praticano effettivamente?
D. RAPPRESENTANZA
Quante sono organizzate in associazioni?
Questo permetterebbe di evitare l’errore di confondere:
“quante persone sono non credenti”
con
“quante persone sono iscritte all’UAAR”.
9. E qui emerge una possibile tesi molto forte
La situazione italiana potrebbe essere rappresentata così:
POPOLAZIONE NON RELIGIOSA
⬇
MILIONI DI PERSONE
⬇
Pochissime organizzate in associazioni specificamente non religiose
⬇
Rappresentanza organizzata molto inferiore alla consistenza demografica
⬇
PROBLEMA DI RAPPRESENTANZA DELLA COSCIENZA NON RELIGIOSA
Questo è però un problema di ricerca da dimostrare, non una conclusione da dare per acquisita.
Ed è esattamente qui che la tua proposta di passare dalla “Questione atea” alla più ampia “Questione della Libertà di Coscienza” può diventare scientificamente interessante: non chiedere semplicemente “quanti atei ci sono?”, ma misurare quante persone hanno una coscienza religiosa o non religiosa, quanto la praticano, come sono organizzate e quanto le istituzioni riconoscono concretamente entrambe.
Se vuoi arrivare a un documento serio, il passo successivo sarebbe costruire una tabella nazionale 2026 “Religioni – Confessioni – Non credenti – Organizzazioni – Soci – Popolazione rappresentata – % sulla popolazione italiana”, distinguendo rigorosamente dati ufficiali, stime e dati dichiarati dalle singole associazioni.


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