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RGOLA DEGLI AUGURI: possiamo spiegarla con parole molto semplici, come a un bambino di 10 anni.

🌱 La regola degli auguri

Tu puoi augurarmi secondo la tua Fede.
Io posso augurarti secondo la mia coscienza.
Possiamo farlo senza convertirci, senza offenderci e senza fingere di credere nelle stesse cose.

Che cosa significa?

Immagina che due bambini siano amici, ma che pensino in modo diverso.

Uno crede in Dio e l’altro non crede in Dio.

Quando arriva Natale, il bambino che crede può dire:

«Ti auguro un Buon Natale e che Dio ti protegga.»

L’altro bambino può rispondere:

«Grazie! Io ti auguro un Buon Natale, pieno di serenità, affetto e gioia.»

Il secondo bambino non deve dire “Dio ti protegga” se non ci crede.

Ma non deve nemmeno dire:

«Quello che credi è stupido.»

E il primo bambino non dovrebbe dire:

«Sei sbagliato perché non credi in Dio.»

❤️ Il punto è questo

Essere amici non significa pensare esattamente allo stesso modo.

Significa poter dire:

«Io penso una cosa, tu ne pensi un’altra, ma ti rispetto lo stesso.»

È un po’ come avere due colori diversi.

Uno preferisce il blu, l’altro il verde.

Non serve convincere l’altro che il proprio colore sia quello giusto.

Si può semplicemente dire:

«Il mio colore è il blu, il tuo è il verde. Possiamo comunque stare insieme.»

🙏 Per il credente

La sua Fede gli permette di dire:

«Ti auguro secondo ciò in cui credo.»

🌍 Per il non credente

La sua coscienza e la sua fiducia nel Mondo Reale gli permettono di dire:

«Ti auguro secondo ciò in cui credo e secondo i valori che considero importanti.»

Per esempio:

«Ti auguro salute, amore, amicizia, serenità, libertà e una vita piena di significato.»

🤝 Ecco allora la vera reciprocità

Non significa:

«Io devo credere come te e tu devi credere come me.»

Significa:

«Io rispetto la tua Fede e tu rispetti la mia coscienza.»

E questa potrebbe essere spiegata a un bambino con una frase ancora più semplice:

«Possiamo avere idee diverse e volerci bene lo stesso.»

Ed è proprio questo che rende la Libertà di Coscienza qualcosa di concreto: non soltanto il diritto di pensare diversamente, ma anche la capacità di vivere insieme senza obbligarci a pensare allo stesso modo.

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