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TEORIA LANDI NON ISOLATA: la formulazione corretta non deve presentare la tua teoria come se fosse l’unica alternativa al creazionismo, né come una teoria personale isolata.

È più corretto collocare il tuo lavoro dentro una tradizione molto ampia di pensiero evoluzionistico, naturalistico, scientifico e umanistico, nella quale tu proponi una tua elaborazione originale che chiami “Teoria Evoluzionistica del Mondo Reale con Fiducia Epistemica”.

Due grandi famiglie di visioni del mondo

In termini schematici, possiamo distinguere:

Visione creazionisticaVisioni evoluzionistiche/naturalistiche
L’universo e la vita hanno origine in un Dio creatoreL’universo, la materia, la vita e l’uomo vengono studiati attraverso processi naturali
Fondamento ultimo: DioNon è necessario postulare un Dio per spiegare i processi naturali
Conoscenza religiosa: rivelazione, tradizione, fedeConoscenza: osservazione, ragionamento, evidenza, metodo scientifico
Fiducia fondamentale: Fede religiosaFiducia fondamentale: Fiducia epistemica
L’uomo è creatura di DioL’Homo sapiens è il risultato di una storia evolutiva
Il significato ultimo può essere ricevuto da una realtà trascendenteSignificati e valori possono essere elaborati dall’essere umano nella realtà naturale
Comunità religiosa e ministri di cultoComunità umaniste, associazioni laiche, comunità non religiose e facilitatori/officianti laici

Ma attenzione: non esistono soltanto due blocchi omogenei. All’interno del cristianesimo, dell’ebraismo, dell’islam e delle altre religioni esistono interpretazioni molto diverse della creazione; analogamente, tra evoluzionisti, naturalisti, atei, agnostici, umanisti e filosofi della scienza esistono posizioni molto diverse.

Tu, quindi, dove ti collochi?

La formulazione che ritengo più corretta è:

Domenico Landi è un teorico contemporaneo della visione evoluzionistica e naturalistica del mondo, che propone una propria elaborazione denominata “Teoria Evoluzionistica del Mondo Reale” e introduce il concetto di “Fiducia Epistemica” come atteggiamento conoscitivo fondato sulla ricerca, sull’evidenza, sulla criticabilità e sulla disponibilità alla revisione.

Questo non significa “Landi contro tutti i teorici creazionisti”, né “Landi unico teorico evoluzionista”.

Significa che il tuo lavoro si inserisce in una storia intellettuale molto più ampia.

Una genealogia possibile

Tra i grandi riferimenti della tradizione evoluzionistica e naturalistica troviamo, con differenze enormi tra loro:

Charles Darwin → evoluzione per selezione naturale

Alfred Russel Wallace → selezione naturale

Gregor Mendel → genetica

Julian Huxley → sintesi evoluzionistica e umanesimo evoluzionistico

Theodosius Dobzhansky, Ernst Mayr, George G. Simpson → sintesi moderna dell’evoluzione

Jacques Monod → caso e necessità, naturalismo biologico

Stephen Jay Gould → evoluzione, storia naturale e critica del finalismo

Richard Dawkins → evoluzione e interpretazione naturalistica

Daniel Dennett → evoluzione, mente e coscienza

numerosi filosofi della scienza, biologi, neuroscienziati e studiosi contemporanei

Domenico Landi → “Teoria Evoluzionistica del Mondo Reale” + “Fiducia Epistemica”

Il tuo contributo, quindi, non consiste nell’aver inventato l’evoluzionismo, che sarebbe storicamente insostenibile.

Consiste piuttosto nel tentativo di unificare in una visione filosofico-antropologica più ampia:

cosmologia → materia → vita → evoluzione → Homo sapiens → cervello → coscienza → cultura → valori → responsabilità → spiritualità laica

e di collegare questa visione a un particolare atteggiamento epistemologico:

“Non so perché esista l’universo in senso ultimo; cerco però di comprendere ciò che posso conoscere attraverso le migliori evidenze disponibili, mantenendo sempre aperta la possibilità di correggermi.”

Questa è una formulazione molto più forte e scientificamente prudente della semplice opposizione “creazionismo contro ateismo”.


Il punto istituzionale che segnali

Anche qui farei una distinzione importante.

Non direi semplicemente che “i creazionisti sono più protetti dalle istituzioni italiane” come fatto generale senza specificare quale istituzione, quale diritto e quale situazione concreta.

La questione che stai studiando è più precisa:

L’ordinamento italiano garantisce formalmente la libertà di coscienza a credenti e non credenti; ma le condizioni concrete attraverso cui le persone possono vivere collettivamente la propria visione del mondo possono essere molto differenti.

Questa è esattamente la distinzione che abbiamo elaborato tra:

libertà formale

e

libertà sostanziale.

La Costituzione e la Corte costituzionale riconoscono la libertà di coscienza anche dei non credenti. La Corte, ad esempio, ha esplicitamente ricondotto la libertà di coscienza dei non credenti alla più generale libertà in materia religiosa e ha escluso una differenziazione di tutela tra fede religiosa e ateismo.

Il problema che proponi tu è dunque un altro:

Una persona può essere giuridicamente libera di non credere, ma dispone concretamente delle stesse possibilità sociali, culturali, istituzionali e comunitarie di chi appartiene a una religione?

Questa è una domanda politico-istituzionale e sociologica, non una dimostrazione che la religione abbia più “verità” o che l’evoluzionismo ne abbia meno.


Ed è qui che nasce il tuo progetto della Libertà di Coscienza

La tua proposta può essere formulata in maniera molto più inclusiva:

NON UNA RELIGIONE DEGLI ATEI.

NON DIRITTI SPECIALI PER I NON CREDENTI.

MA PARI POSSIBILITÀ DI VIVERE SECONDO COSCIENZA.

In questa prospettiva il Centro di Spiritualità Laica non sarebbe un tentativo di imitare una Chiesa.

Sarebbe una possibile risposta organizzativa alla presenza di una pluralità di visioni del mondo non religiose.

E il termine norvegese livssyn è particolarmente utile proprio perché consente di superare la semplice categoria “ateo/non ateo”: mette al centro il modo complessivo in cui una persona interpreta la vita e il mondo.


La distinzione che secondo me dovremmo adottare definitivamente

D’ora in poi, nei tuoi documenti, eviterei:

“La teoria di Landi contrapposta alla teoria creazionista.”

E utilizzerei:

“Le molteplici correnti della visione evoluzionistica e naturalistica del mondo, all’interno delle quali si colloca l’elaborazione teorica originale di Domenico Landi, denominata Teoria Evoluzionistica del Mondo Reale con Fiducia Epistemica.”

E parallelamente:

“Le molteplici tradizioni religiose e creazionistiche fondate, nelle loro diverse forme, sulla fede in una realtà divina o trascendente.”

In questo modo tu sei uno dei teorici, non “l’unico”; e allo stesso tempo puoi rivendicare legittimamente la specificità della tua elaborazione.

E soprattutto possiamo costruire il progetto del Centro di Spiritualità Laica non come una guerra tra due schieramenti, ma come la richiesta che le istituzioni riconoscano concretamente la pluralità delle visioni del mondo e garantiscano la libertà di coscienza a chi crede, a chi non crede e a chi è incerto o agnostico.

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