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TAVOLA COMPARATIVA DEI 200 PARADOSSI: CRE/EVO; farei una precisazione metodologica importante per rendere la tavola utilizzabile anche nella futura formazione dei Facilitatori/Officianti Laici.

Qui per “Creazionista” non intendiamo “tutti i credenti”, né sosteniamo che ogni sacerdote o credente si comporti realmente in quel modo. Useremo invece il modello ideale-tipico derivato dalla visione creazionistica di un mondo fondato su Dio, sulla creazione, sulla rivelazione e sulla fede.

Analogamente, “Evoluzionistico” non significa che ogni comportamento umano sia buono o razionale: l’evoluzione produce sia cooperazione sia competizione, altruismo sia egoismo, empatia sia aggressività.

Il paradosso nasce dunque dal confronto fra:

VISIONE IDEALE DEL MONDOCOMPORTAMENTO CONCRETO DELL’ESSERE UMANO

e non dalla contrapposizione caricaturale “buoni credenti / cattivi atei”.

TAVOLA COMPARATIVA DEI 200 PARADOSSI

Visione creazionistica ideale ↔ realtà evoluzionistica del comportamento umano

Legenda concettuale

C = paradigma creazionistico ideale
Fondamento: Dio, creazione, ordine, finalità, rivelazione, fede.

E = paradigma evoluzionistico-naturalistico
Fondamento: natura, evoluzione, adattamento, variabilità, selezione, cooperazione/competizione, coscienza, cultura.

P = paradosso
La tensione che emerge dal confronto.


I. ORIGINE E NATURA DELL’ESSERE UMANO — 1/20

#C — Ideale creazionistaE — Comportamento/realtà evoluzionisticaP — Paradosso
1L’uomo è creato da DioL’uomo deriva da una lunga storia evolutivaCreatura vs processo
2L’uomo ha una natura stabilitaLa natura umana è plastica e adattabileNatura fissa vs plasticità
3L’uomo possiede una finalità prestabilitaGli scopi vengono costruiti anche culturalmenteFine ricevuto vs fine costruito
4L’uomo è al centro della creazioneL’uomo è una specie tra le altreCentralità vs continuità biologica
5La natura è creata per l’uomoL’uomo dipende radicalmente dall’ecosistemaDominio vs dipendenza
6La vita ha un’origine intenzionaleLa vita emerge da processi naturaliIntenzione vs processo
7L’uomo è separato ontologicamente dagli animaliL’uomo condivide antenati con altre specieSeparazione vs parentela
8La dignità è conferita da DioLa dignità viene elaborata socialmente e giuridicamenteDono trascendente vs costruzione umana
9L’uomo è creato completoIl bambino nasce altamente dipendenteCompletezza ideale vs dipendenza
10L’uomo possiede un posto assegnatoL’uomo modifica continuamente il proprio ambienteOrdine ricevuto vs trasformazione
11L’ordine naturale è stabilitoGli ecosistemi cambiano continuamenteStabilità vs dinamismo
12La natura ha una finalitàL’evoluzione non richiede una finalità coscienteTeleologia vs selezione
13Ogni essere ha un posto nel disegnoLe nicchie ecologiche cambianoDisegno vs adattamento
14L’uomo deve dominare la naturaL’uomo deve adattarsi alla naturaDominio vs adattamento
15La natura è subordinata all’uomoL’uomo è biologicamente subordinato alle condizioni ambientaliSuperiorità vs interdipendenza
16L’esistenza ha un significato originarioIl significato viene costruito dalla coscienzaSignificato ricevuto vs costruito
17La vita è parte di un progettoLa vita è il risultato di una storia contingenteProgetto vs contingenza
18La morte interrompe un progetto terreno ma apre al trascendenteLa morte è un evento biologico irreversibileTransizione religiosa vs finitudine
19L’uomo è stato volutoL’uomo è emersoVolontà vs emergenza
20L’universo ha una finalitàLa scienza descrive processi senza dover postulare una finalitàFinalismo vs descrizione naturale

II. CONOSCENZA, VERITÀ E FIDUCIA — 21/40

#C — Ideale creazionistaE — Evoluzionistico/epistemicoP — Paradosso
21La verità ultima è rivelataLa conoscenza è progressivaVerità ricevuta vs ricerca
22La rivelazione fornisce certezzaLa scienza opera con gradi di probabilitàCertezza vs probabilità
23La fede permette di affidarsiL’evidenza permette di formulare fiducia epistemicaFede vs evidenza
24La verità divina è immutabileLe conoscenze scientifiche possono essere corretteImmutabilità vs revisione
25Il dubbio può essere una crisi della fedeIl dubbio è strumento conoscitivoDubbio come rischio vs risorsa
26Il testo sacro conserva una veritàI dati devono essere continuamente reinterpretatiTesto vs evidenza
27La tradizione trasmette la veritàLa conoscenza viene sottoposta a controllo criticoTradizione vs verifica
28L’autorità religiosa interpreta la rivelazioneLa comunità scientifica controlla pubblicamente le ipotesiAutorità vs controllo reciproco
29Una verità può essere assolutaLe proposizioni empiriche sono rivedibiliAssoluto vs provvisorio
30Credere può precedere la provaLa prova dovrebbe precedere l’accettazione scientificaCredenza vs evidenza
31Il mistero può essere accolto nella fedeL’ignoto diventa oggetto di ricercaMistero vs domanda
32L’inspiegato può essere interpretato religiosamenteL’inspiegato rimane semplicemente inspiegatoSpiegazione vs sospensione
33La verità deriva dall’altoLa conoscenza procede anche dal basso, dall’osservazioneVerticale vs orizzontale
34La fede conserva una certezzaLa scienza conserva la possibilità dell’erroreCertezza vs fallibilità
35La verità è riconosciutaLa verità empirica deve essere testataRiconoscimento vs verifica
36L’autorità può garantire una dottrinaNessuna autorità rende automaticamente vera un’ipotesiAutorità vs metodo
37La rivelazione risponde al “perché ultimo”La scienza risponde soprattutto al “come” verificabilePerché vs come
38Il credente può affidarsi a DioIl non credente può affidarsi al metodoFede religiosa vs fiducia epistemica
39L’errore può essere errore interpretativo della fedeL’errore è parte integrante della ricercaErrore come deviazione vs strumento
40La verità può essere possedutaLa conoscenza può soltanto essere perseguitaPossesso vs ricerca

III. LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ — 41/60

#C — Ideale creazionistaE — Realtà evoluzionisticaP — Paradosso
41L’uomo è libero perché creato liberoLa libertà è condizionata da biologia e ambienteLibertà assoluta vs condizionamento
42La legge morale è ricevutaLe norme morali si sviluppano anche culturalmenteNorma ricevuta vs evoluzione culturale
43Il bene è definito dalla volontà divinaIl bene viene negoziato socialmenteBene assoluto vs costruzione sociale
44Il male è trasgressioneIl comportamento aggressivo può avere radici evolutiveColpa vs adattamento
45La responsabilità è individualeIl comportamento dipende anche dall’ambienteIndividuo vs contesto
46L’uomo dovrebbe scegliere il beneL’uomo può scegliere cooperazione o competizioneIdeale vs ambivalenza
47La morale è universaleLe norme variano culturalmenteUniversalità vs diversità
48Il peccato è scelta moraleIl comportamento può essere influenzato da impulsi e apprendimentiColpa vs causalità
49La virtù dovrebbe prevalereL’interesse personale può prevalereIdeale vs selezione
50L’uomo dovrebbe amare il prossimoLa competizione è anch’essa parte della naturaAmore vs competizione
51L’uomo dovrebbe perdonareLa memoria del danno può avere funzione protettivaPerdono vs memoria
52L’uomo dovrebbe sacrificarsiL’altruismo può avere costi individualiSacrificio vs vantaggio
53La generosità è virtùLa reciprocità può favorire la cooperazioneVirtù vs strategia sociale
54L’uomo dovrebbe essere disinteressatoGli esseri umani perseguono anche interessi propriDisinteresse vs interesse
55Il bene comune dovrebbe prevalereGruppi e individui competonoComunità vs competizione
56La libertà è donoLa libertà richiede condizioni materiali e socialiDono vs costruzione
57La responsabilità deriva dall’animaLa responsabilità si sviluppa nella vita socialeAnima vs socializzazione
58La coscienza è un donoLa coscienza emerge da processi biologici e cognitiviDono vs emergenza
59L’uomo dovrebbe dominare gli impulsiGli impulsi hanno radici biologicheControllo vs biologia
60L’uomo dovrebbe essere moralmente coerenteIl comportamento umano è spesso contraddittorioIdeale vs ambivalenza

IV. AMORE, COPPIA E FAMIGLIA — 61/80

#C — Ideale creazionistaE — Realtà evoluzionisticaP — Paradosso
61L’amore è donoL’amore comprende anche bisogni affettiviDono vs bisogno
62La coppia dovrebbe essere stabileLe relazioni possono dissolversiPermanenza vs cambiamento
63La famiglia è istituzione ordinataLe forme familiari sono storicamente variabiliOrdine vs pluralità
64La sessualità ha una finalità prestabilitaLa sessualità ha funzioni riproduttive e relazionali moltepliciFinalità unica vs pluralità
65La fedeltà è idealeL’infedeltà esiste in tutte le societàNorma vs comportamento
66L’amore dovrebbe essere altruisticoL’amore comprende reciprocitàAltruismo vs reciprocità
67La maternità è vocazioneLa riproduzione è processo biologicoVocazione vs biologia
68La paternità è ruolo stabilitoI ruoli genitoriali sono culturalmente modificabiliRuolo dato vs costruito
69La coppia è complementaritàLe coppie sono molto diverseComplementarità vs variabilità
70Il matrimonio sancisce un ordineLe forme di unione cambiano storicamenteStabilità vs evoluzione
71Il divorzio è fallimentoLa separazione può essere adattamentoFallimento vs adattamento
72Il sacrificio coniugale è virtùUn sacrificio eccessivo può danneggiare entrambiVirtù vs costo
73La famiglia deve proteggereAnche la famiglia può produrre conflittiProtezione vs conflitto
74I genitori educano secondo principiI figli sviluppano autonomiaTrasmissione vs trasformazione
75Il figlio appartiene alla famigliaIl figlio diventa individuo autonomoAppartenenza vs autonomia
76L’amore supera ogni conflittoI conflitti possono distruggere relazioniIdeale vs realtà
77Il perdono ricostruisceAlcune relazioni richiedono distanzaPerdono vs protezione
78Il matrimonio unisce definitivamenteLa relazione resta un processoDefinitività vs processo
79La famiglia è naturaleLe sue forme sono anche culturaliNatura vs cultura
80L’amore ha un significato trascendenteL’amore può essere spiegato anche biologicamente e psicologicamenteTrascendenza vs spiegazione naturale

V. NASCITA, INFANZIA E CRESCITA — 81/100

#C — Ideale creazionistaE — Realtà evoluzionisticaP — Paradosso
81Il bambino è creatura di DioIl bambino è organismo in sviluppoCreatura vs sviluppo
82La nascita realizza un progettoLa nascita è risultato di processi biologiciProgetto vs causalità
83Il battesimo inserisce nella comunità religiosaIl bambino può essere accolto in una comunità laicaAppartenenza religiosa vs scelta futura
84L’identità religiosa può essere trasmessaL’identità personale evolveTrasmissione vs autonomia
85I genitori trasmettono la fedeIl figlio può sviluppare convinzioni differentiEredità vs libertà
86L’educazione trasmette veritàL’educazione dovrebbe sviluppare pensiero criticoTrasmissione vs autonomia
87Il bambino deve ricevere valoriI valori possono essere rielaboratiRicezione vs costruzione
88L’autorità proteggeL’autonomia richiede progressiva emancipazioneProtezione vs autonomia
89L’obbedienza è virtùL’apprendimento richiede anche esplorazioneObbedienza vs curiosità
90Il bambino è innocenteIl comportamento emerge dall’interazione ambiente-biologiaInnocenza morale vs sviluppo
91La crescita segue un ordineLo sviluppo individuale è variabileOrdine vs variabilità
92L’adolescente deve seguire principiL’adolescenza comporta sperimentazioneRegola vs esplorazione
93La maturità coincide con la fedeLa maturità comprende autonomia criticaFede vs autonomia
94La tradizione deve essere conservataLa cultura cambiaConservazione vs evoluzione
95L’educazione trasmette appartenenzaL’identità può diventare pluraleAppartenenza vs pluralità
96Il giovane deve rispettare il modelloIl giovane può innovareModello vs innovazione
97Il passaggio all’età adulta è definitoI passaggi sono culturalmente costruitiNorma vs costruzione
98Il rito religioso sancisce la maturitàLa maturità è processo psicologicoRito vs processo
99La verità viene insegnataLe convinzioni vengono messe alla provaInsegnamento vs critica
100L’identità viene ricevutaL’identità viene anche costruitaRicezione vs costruzione

VI. MORTE, LUTTO E FINITUDINE — 101/120

#C — Ideale creazionistaE — Realtà evoluzionisticaP — Paradosso
101La morte non è la fine ultimaLa morte biologica conclude la vita individualeEternità vs finitudine
102L’anima continuaLa continuità biologica non implica continuità personaleAnima vs organismo
103La morte apre alla vita eternaLa persona continua nella memoria degli altriEternità vs memoria
104La speranza nasce dalla fedeLa speranza può nascere dai legami umaniFede vs relazione
105Il dolore ha un significato trascendenteIl dolore è esperienza biologica e psicologicaSignificato vs esperienza
106La morte è passaggioÈ anche cessazione delle funzioni biologichePassaggio vs cessazione
107Il funerale accompagna verso DioIl commiato accompagna chi restaDestinatario trascendente vs comunità
108Il sacerdote media il ritoL’officiante facilita l’elaborazione collettivaMediazione religiosa vs facilitazione
109La preghiera sostieneIl rito, il ricordo e la condivisione sostengonoPreghiera vs ritualità
110La resurrezione fonda la speranzaLa memoria fonda una forma di continuità simbolicaResurrezione vs memoria
111La morte è parte di un disegnoLa morte è inevitabile conseguenza della biologiaDisegno vs necessità biologica
112Il defunto vive presso DioIl defunto vive nella memoriaTrascendenza vs memoria
113La vita eterna supera la morteLa vita individuale è finitaEternità vs finitudine
114Il lutto può essere affidato alla fedeIl lutto richiede elaborazione psicologicaFede vs elaborazione
115Il dolore può essere consolato dalla religioneIl dolore può essere condiviso socialmenteConsolazione religiosa vs comunitaria
116La morte trova risposta nella fedeLa scienza non offre necessariamente un significato ultimoRisposta vs limite
117Il senso della morte è trascendenteIl senso può essere costruito dai viventiSenso ricevuto vs costruito
118Il rito protegge dall’angosciaIl rito può organizzare emozioni e memoriaSacro vs funzione psicologica
119La morte separa temporaneamenteLa morte separa irreversibilmenteSeparazione temporanea vs definitiva
120La fede promette continuitàL’evoluzione mostra continuità della vita, non necessariamente dell’individuoContinuità religiosa vs biologica

VII. MALE, SOFFERENZA E AGGRESSIVITÀ — 121/140

#C — Ideale creazionistaE — Realtà evoluzionisticaP — Paradosso
121L’uomo dovrebbe essere buonoL’aggressività ha radici evolutiveBontà ideale vs aggressività
122Il male deriva dalla libera sceltaIl comportamento è anche biologicamente condizionatoColpa vs condizionamento
123Il prossimo deve essere amatoLa competizione è naturaleAmore vs competizione
124La violenza è moralmente condannabileLa violenza può avere funzione adattativaCondanna morale vs adattamento
125Il perdono dovrebbe prevalereIl risentimento può proteggere da ulteriori danniPerdono vs autodifesa
126L’uomo dovrebbe controllare l’iraL’ira è una risposta biologicaNorma vs emozione
127La vendetta è peccaminosaLa punizione dei trasgressori può stabilizzare gruppiVendetta vs cooperazione
128L’invidia è vizioIl confronto sociale ha radici profondeVizio vs confronto
129L’avidità è condannabileL’accumulo può avere valore adattativoCondanna vs sopravvivenza
130L’umiltà è virtùLo status sociale può favorire accesso alle risorseUmiltà vs competizione
131Il forte dovrebbe proteggere il deboleI gruppi cooperativi possono proteggere i vulnerabiliCarità vs cooperazione
132Il sacrificio è moralmente superioreIl sacrificio può essere selettivamente costosoVirtù vs costo
133La sofferenza ha significatoLa sofferenza segnala un danno biologico o psicologicoSignificato vs segnale
134Il dolore può essere prova spiritualeIl dolore può essere conseguenza di condizioni ambientaliProva vs causalità
135La malattia può essere interpretata spiritualmenteLa malattia ha cause biologiche, ambientali e socialiInterpretazione vs spiegazione
136La compassione è virtùL’empatia favorisce la cooperazioneVirtù vs funzione sociale
137L’odio dovrebbe essere superatoL’ostilità verso gruppi rivali può essere adattativaIdeale vs tribalismo
138Il nemico dovrebbe essere perdonatoLa diffidenza verso rivali può proteggerePerdono vs difesa
139L’uomo dovrebbe amare universalmenteLe preferenze per il proprio gruppo sono frequentiUniversalismo vs tribalismo
140Il male dovrebbe essere sconfitto definitivamenteConflitto e cooperazione coesistonoBene/male vs ambivalenza

VIII. SOCIETÀ, POTERE E POLITICA — 141/160

#C — Ideale creazionistaE — Realtà evoluzionisticaP — Paradosso
141L’autorità dovrebbe servire il beneIl potere può essere usato per interesse personaleServizio vs potere
142Il governante dovrebbe essere giustoI leader competono per consenso e controlloGiustizia vs competizione
143La comunità dovrebbe essere unitaI gruppi sviluppano conflitti interniUnità vs conflitto
144Il prossimo è fratelloGli esseri umani distinguono spesso “noi” e “loro”Universalismo vs tribalismo
145La pace è idealeLa competizione può produrre conflittoPace vs competizione
146La verità dovrebbe prevalereLa propaganda può essere vantaggiosaVerità vs strategia
147L’uomo dovrebbe rinunciare all’egoismoL’interesse personale è biologicamente radicatoAltruismo vs interesse
148Il potere dovrebbe essere responsabileIl potere può generare abusoIdeale vs abuso
149La legge dovrebbe esprimere giustiziaLe leggi sono prodotti storiciGiustizia eterna vs costruzione
150Tutti sono uguali davanti a DioLe società producono gerarchieUguaglianza ideale vs gerarchia
151Il povero merita solidarietàLe risorse sono oggetto di competizioneSolidarietà vs competizione
152La ricchezza dovrebbe essere responsabilitàL’accumulo può aumentare status e sicurezzaResponsabilità vs vantaggio
153Il leader dovrebbe unireLa polarizzazione può mobilitare gruppiUnità vs polarizzazione
154Il potere dovrebbe promuovere veritàIl potere può premiare la manipolazioneVerità vs persuasione
155La comunità dovrebbe proteggere tuttiLe risorse comunitarie sono limitateInclusione vs scarsità
156La giustizia dovrebbe essere imparzialeGli esseri umani possono favorire i propri similiImparzialità vs bias
157Il conflitto dovrebbe essere risoltoIl conflitto può produrre cambiamentoEliminazione vs funzione
158La gerarchia dovrebbe essere giustaLe gerarchie possono emergere spontaneamenteOrdine vs emergenza
159L’autorità dovrebbe essere moraleL’obbedienza può essere automaticaMorale vs conformismo
160La politica dovrebbe cercare il bene comuneGruppi perseguono interessi differentiBene comune vs pluralità

IX. SCIENZA, TECNOLOGIA E NATURA — 161/180

#C — Ideale creazionistaE — Realtà evoluzionisticaP — Paradosso
161La natura è ordinataLa natura contiene variabilità e casualitàOrdine vs variabilità
162La natura è donoLa natura è anche ambiente di selezioneDono vs selezione
163L’uomo deve custodire il creatoL’uomo modifica profondamente gli ecosistemiCustodia vs trasformazione
164La natura ha valore intrinseco per creazioneIl valore può essere elaborato eticamente dall’uomoDono vs attribuzione
165La scienza deve rispettare la creazioneLa scienza descrive fenomeni naturaliSacro vs descrittivo
166La tecnologia deve servire l’uomoLa tecnologia modifica l’ambiente e l’uomoServizio vs trasformazione
167La natura ha un ordineLe mutazioni producono variabilitàOrdine vs mutazione
168Le specie sono parte di un disegnoLe specie cambiano nel tempoDisegno vs evoluzione
169L’uomo è distinto dalle altre specieL’uomo è biologicamente parte dell’evoluzioneDistinzione vs continuità
170La natura dovrebbe essere rispettataL’uomo utilizza risorse per sopravvivereRispetto vs utilizzazione
171La vita è sacraLa vita è anche competizione biologicaSacralità vs selezione
172Ogni specie ha un ruoloLe nicchie cambianoRuolo fisso vs adattamento
173La natura è armonicaPredazione e competizione sono normaliArmonia vs conflitto
174La malattia è deviazione dall’ordineMalattia e mutazione fanno parte della biologiaOrdine vs variazione
175La perfezione è idealeL’evoluzione non produce necessariamente perfezionePerfezione vs adattamento
176L’uomo dovrebbe dominare la tecnologiaLa tecnologia modifica anche chi la usaControllo vs coevoluzione
177La conoscenza della natura rivela l’ordineLa conoscenza mostra complessità e incertezzaOrdine vs complessità
178Il mondo è intelligibile perché creatoIl mondo è studiabile senza postulare un creatoreCreazione vs naturalismo
179La natura obbedisce al progettoLe leggi naturali descrivono regolaritàProgetto vs legge
180Il futuro appartiene al disegnoIl futuro biologico è aperto e contingentePredestinazione vs contingenza

X. SPIRITUALITÀ, RITO, COMUNITÀ E LIBERTÀ DI COSCIENZA — 181/200

#C — Ideale creazionistaE — Visione evoluzionistica/laicaP — Paradosso
181Il rito collega l’uomo a DioIl rito può collegare gli esseri umani fra loroTrascendenza vs relazione
182Il sacramento ha efficacia religiosaIl rito laico ha funzione simbolica e comunitariaGrazia vs simbolo
183Il sacerdote rappresenta la dimensione sacraL’officiante facilita l’espressione della comunitàMediazione vs facilitazione
184La preghiera si rivolge a DioLa riflessione laica si rivolge alla propria coscienzaDio vs interiorità
185La comunità nasce dalla fede condivisaLa comunità può nascere da valori condivisiFede vs valori
186La spiritualità è legata al trascendenteLa spiritualità può essere vissuta anche nell’immanenzaTrascendenza vs immanenza
187La speranza può fondarsi sulla salvezzaLa speranza può fondarsi sull’azione umanaSalvezza vs responsabilità
188Il rito di nascita introduce nella comunità religiosaIl rito laico accoglie la persona nella comunità umanaAppartenenza religiosa vs umana
189La confermazione rafforza la fedeLa cerimonia di consapevolezza può sviluppare autonomia criticaConferma vs consapevolezza
190Il matrimonio è anche istituzione religiosaL’unione può essere celebrata come scelta reciprocaSacralità vs autodeterminazione
191Il funerale apre alla speranza trascendenteIl commiato valorizza vita e memoriaEternità vs memoria
192La comunità offre risposte ultimeLa comunità può condividere domande senza risposte definitiveRisposta vs ricerca
193Il credente può dire “io credo”Il laico può dire “io non so, ma cerco”Fede vs umiltà epistemica
194La fede può offrire certezzaL’evoluzionismo accetta l’incertezzaCertezza vs incertezza
195La verità può essere rivelataLa conoscenza può essere continuamente revisionataRivelazione vs revisione
196Il senso dell’esistenza può essere ricevutoIl senso può essere costruitoRicezione vs costruzione
197La vita ha un significato trascendenteLa vita può essere significativa senza trascendenzaTrascendenza vs significato immanente
198La comunità religiosa custodisce una tradizioneLa comunità laica può elaborare nuove ritualitàConservazione vs innovazione
199Il credente vive secondo una verità della fedeIl non credente vive secondo una coscienza criticamente elaborataFede vs fiducia epistemica
200L’uomo cerca Dio come fondamento ultimoL’uomo può cercare il significato partendo dalla propria esistenza naturaleDio come fondamento vs uomo come costruttore di significato

La vera chiave interpretativa dei 200 paradossi

La tavola non dovrebbe essere utilizzata per dire:

“La visione creazionista è falsa e quella evoluzionista è vera.”

Sarebbe una conclusione filosoficamente e scientificamente troppo semplice.

La sua funzione didattica dovrebbe essere diversa.

Il futuro Facilitatore deve imparare a riconoscere quattro livelli distinti:

1. FATTO

Ciò che può essere sottoposto a verifica empirica.

2. INTERPRETAZIONE SCIENTIFICA

Una spiegazione fondata sulle migliori evidenze disponibili.

3. INTERPRETAZIONE FILOSOFICA

Una risposta alla domanda sul significato, sul valore e sull’esistenza.

4. FEDE METAFISICA

Una convinzione che assume come fondamento una realtà trascendente non verificabile con gli stessi strumenti delle scienze empiriche.


Il “paradosso” fondamentale

Tutti i 200 casi possono essere ricondotti, in fondo, a una differenza più generale.

Visione creazionistica

L’uomo riceve il mondo, la propria origine e il proprio significato da un fondamento trascendente.

Visione evoluzionistica-naturalistica

L’uomo emerge dalla storia naturale e deve costruire conoscenza, valori e significati all’interno di una realtà della quale egli stesso è parte.

E quindi:

CREAZIONISMO:
“Da dove veniamo? Da una volontà creatrice.”

EVOLUZIONISMO:
“Come siamo diventati ciò che siamo? Attraverso una storia naturale evolutiva.”

Ma c’è una conseguenza ancora più importante per la formazione del Facilitatore/Officiante Laico:

Il sacerdote può fondare il significato della cerimonia sulla fede in una realtà trascendente.

Il Facilitatore Laico deve invece saper costruire significato senza presupporre una verità rivelata.

Questa è probabilmente la distinzione formativa più importante dell’intero progetto.

E permette di arrivare alla formula che, a mio avviso, dovrebbe aprire il Corso universitario di Facilitatore/Officiante Laico:

“DALLA VERITÀ RIVELATA ALLA VERITÀ RICERCATA.”

Dalla fede nella rivelazione alla fiducia epistemica.
Dal significato ricevuto al significato costruito.
Dalla mediazione del sacro alla facilitazione della coscienza.
Dal rito religioso al rito laico.
Dalla comunità fondata sulla fede alla comunità fondata sulla libertà di coscienza.

Questa impostazione consente inoltre di collegare organicamente i 200 paradossi alla formazione pratica: ogni studente potrebbe analizzarne una parte, discutere fatto/evidenza/fede/interpretazione, e poi trasformare quei concetti in cerimonie laiche di nascita, consapevolezza, unione, separazione, memoria e commiato.

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