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LAUREA IN F.O.L.: ma farei una distinzione importante: “laurearsi in Facilitatore Officiante Laico”, se vogliamo costruire un progetto serio per l’Italia, dovrebbe essere concepito come un vero percorso accademico interdisciplinare, non come un semplice corso per celebranti.

Oggi, infatti, esistono già formazioni non formali per celebranti laico-umanisti: per esempio il corso di UAAR è di 40 ore e prepara a benvenuti, unioni, funerali, rinnovi delle promesse e altre cerimonie. (Cerimonie Uniche) Nei Paesi Bassi esiste invece una formazione universitaria avanzata per celebranti, centrata su rituali, significato, pluralismo e progettazione delle cerimonie. (Universiteit voor Humanistiek)

Il suo progetto potrebbe andare molto oltre: formare non soltanto un celebrante, ma un professionista della cultura della Libertà di Coscienza e delle cerimonie laiche.

LAUREA IN FACILITAZIONE E OFFICIATURA LAICA

Scienze della Libertà di Coscienza, della Spiritualità Laica e dei Riti di Passaggio

Io immaginerei un percorso di 3 anni + 2 anni magistrali, sul modello universitario, con una successiva specializzazione professionale.


I. LE 10 GRANDI AREE DISCIPLINARI

1. FILOSOFIA DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA

È la disciplina fondativa.

Materie:

  • Filosofia della coscienza
  • Filosofia dell’esistenza
  • Filosofia della libertà
  • Filosofia della religione
  • Filosofia della scienza
  • Etica laica
  • Etica della responsabilità
  • Ontologia
  • Epistemologia
  • Filosofia politica
  • Filosofia dei diritti umani

Lo studente deve comprendere una domanda fondamentale:

Come può una persona costruire significato, valori e responsabilità senza fondarli necessariamente sull’esistenza di Dio?


2. SCIENZE DELLA VISIONE EVOLUZIONISTICA DEL MONDO

Questa sarebbe la grande caratteristica distintiva del suo progetto.

Il Facilitatore dovrebbe conoscere scientificamente il percorso:

Universo → stelle → elementi → pianeti → Terra → vita → evoluzione → Homo sapiens → coscienza → cultura.

Materie:

  • Cosmologia
  • Astronomia
  • Fisica moderna
  • Relatività
  • Meccanica quantistica: elementi fondamentali
  • Chimica dell’origine della vita
  • Biologia evoluzionistica
  • Genetica
  • Antropologia evolutiva
  • Paleoantropologia
  • Neuroscienze
  • Scienze cognitive
  • Origine e sviluppo della cultura

Non deve diventare un fisico o un biologo.

Deve però possedere una alfabetizzazione scientifica molto superiore a quella del comune cittadino, perché dovrà poter spiegare come la visione naturalistica/evoluzionistica dell’uomo si differenzia dalla concezione creazionistica.


3. EPISTEMOLOGIA E FIDUCIA EPISTEMICA

Questo, secondo me, dovrebbe essere addirittura un insegnamento caratterizzante.

Si studierebbero:

  • metodo scientifico;
  • osservazione;
  • ipotesi;
  • teoria;
  • evidenza;
  • probabilità;
  • verifica;
  • falsificazione;
  • errore;
  • incertezza;
  • bias cognitivi;
  • pensiero critico;
  • pseudoscienza;
  • rapporto tra scienza e metafisica.

E soprattutto:

FIDUCIA EPISTEMICA ≠ FEDE RELIGIOSA

La fiducia epistemica non significa:

“Credo perché qualcuno me lo ha rivelato.”

Significa piuttosto:

“Accetto provvisoriamente una conoscenza perché esistono buone ragioni, evidenze e procedure pubbliche per sostenerla, mantenendo aperta la possibilità di correggerla.”

Questo è fondamentale per il profilo culturale dell’Officiante.


4. SCIENZE DELLE RELIGIONI E DELLE VISIONI DEL MONDO

Paradossalmente, un buon Officiante Laico deve conoscere molto bene le religioni.

Materie:

  • Storia delle religioni
  • Ebraismo
  • Cristianesimo
  • Islam
  • Induismo
  • Buddhismo
  • Religioni antiche
  • Religioni contemporanee
  • Teologia comparata
  • Ateismo
  • Agnosticismo
  • Umanesimo
  • Naturalismo
  • Secolarismo
  • Nuove forme di spiritualità

Non per combattere la religione.

Al contrario:

per poter dialogare rispettosamente con chi crede senza confondere fede religiosa e visione laica.


5. ANTROPOLOGIA DEI RITI E DEI PASSAGGI DELLA VITA

Questa sarebbe una delle discipline centrali.

Il futuro Officiante deve comprendere perché gli esseri umani hanno sempre creato riti.

Materie:

  • antropologia del rito;
  • antropologia della morte;
  • antropologia della nascita;
  • riti di passaggio;
  • riti di iniziazione;
  • matrimonio;
  • lutto;
  • memoria;
  • festa;
  • simbolo;
  • mito;
  • comunità;
  • ritualizzazione contemporanea.

La ricerca contemporanea sui celebranti non religiosi individua proprio nei rituali personalizzati e nei passaggi della vita uno dei campi emergenti nelle società pluralistiche. (ResearchGate)


6. PSICOLOGIA DELLE TRANSIZIONI UMANE

Qui il suo progetto potrebbe avere una caratteristica particolarmente forte.

Materie:

  • Psicologia dello sviluppo
  • Psicologia sociale
  • Psicologia della famiglia
  • Psicologia delle emozioni
  • Psicologia della perdita
  • Psicologia del lutto
  • Psicologia dell’adolescenza
  • Psicologia dell’identità
  • Psicologia della relazione
  • Psicologia della comunicazione
  • Psicologia della memoria autobiografica

L’Officiante deve sapere che cosa sta accadendo psicologicamente alle persone che ha davanti.

Ma con un limite rigoroso:

il Facilitatore non è psicoterapeuta.

Deve saper riconoscere quando una situazione supera la propria competenza e richiede l’intervento di uno psicologo, psicoterapeuta, medico o altro professionista.


7. SCIENZE DELLA CERIMONIA E DELLA RITUALIZZAZIONE

Questa sarebbe la vera materia professionalizzante.

Si studierebbero:

  • struttura della cerimonia;
  • apertura;
  • accoglienza;
  • simbolizzazione;
  • narrazione;
  • testimonianze;
  • musica;
  • letture;
  • silenzio;
  • gestualità;
  • oggetti simbolici;
  • spazio;
  • tempo;
  • conclusione;
  • partecipazione del pubblico;
  • personalizzazione.

E soprattutto:

come si scrive uno SCRIPT CERIMONIALE.

Non basta sapere parlare.

L’Officiante deve essere capace di progettare una cerimonia dall’inizio alla fine.


8. COMUNICAZIONE, TEATRO E PUBLIC SPEAKING

Una cerimonia può avere contenuti straordinari e risultare fallimentare se chi la conduce non sa stare davanti alle persone.

Materie:

  • dizione;
  • voce;
  • respirazione;
  • public speaking;
  • comunicazione non verbale;
  • storytelling;
  • lettura espressiva;
  • conduzione del pubblico;
  • gestione del silenzio;
  • improvvisazione;
  • teatro rituale;
  • regia della cerimonia.

Il modello norvegese mostra infatti che il ruolo del ceremony leader comprende non soltanto i contenuti, ma anche la regia concreta dell’evento, il coordinamento delle persone e la conduzione della cerimonia. (Human-Etisk Forbund)


9. DIRITTO DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA

Questo è indispensabile se vogliamo creare una figura seria.

Materie:

  • Costituzione italiana;
  • artt. 2, 3, 7, 8, 19, 20, 21;
  • libertà religiosa;
  • libertà negativa di coscienza;
  • libertà positiva di coscienza;
  • principio di laicità;
  • non discriminazione;
  • diritto associativo;
  • Terzo Settore;
  • privacy;
  • consenso;
  • diritto di famiglia;
  • matrimonio civile;
  • disciplina delle esequie;
  • rapporti con Comuni e istituzioni.

E soprattutto:

Che cosa può fare legalmente un Officiante Laico e che cosa invece rimane competenza dell’ufficiale civile o di altra autorità pubblica?

Questo deve essere chiarissimo.


10. LABORATORIO PROFESSIONALE DELLE CERIMONIE

Qui arriviamo al cuore pratico della laurea.

Lo studente dovrebbe imparare ad officiare almeno:

A. Cerimonia di Accoglienza

nascita del bambino.

B. Cerimonia di Consapevolezza

passaggio adolescenziale.

C. Cerimonia di Unione

unione della coppia.

D. Rinnovo delle Promesse

E. Cerimonia di Separazione

quando una coppia conclude il proprio percorso.

F. Cerimonia del Commiato

morte e funerale laico.

G. Cerimonia della Memoria

H. Cerimonie di anniversario

I. Cerimonie collettive

  • commemorazioni;
  • giornate civiche;
  • celebrazioni della memoria;
  • passaggi generazionali;
  • eventi della comunità.

L’esperienza italiana dell’UAAR comprende già benvenuti, unioni, funerali, rinnovi delle promesse e divorzi; il progetto accademico potrebbe sistematizzare e ampliare queste competenze. (Cerimonie Uniche)


II. UNA SPECIALIZZAZIONE CHE CONSIDERO FONDAMENTALE

Dopo la laurea triennale proporrei una Laurea Magistrale in Spiritualità Laica e Libertà di Coscienza.

Qui entrerebbe pienamente la sua idea.

Curriculum A

Spiritualità Laica Evoluzionista

  • cosmologia;
  • evoluzione;
  • neuroscienze;
  • coscienza;
  • naturalismo;
  • umanesimo;
  • etica evoluzionistica;
  • significato dell’esistenza;
  • morte e finitudine;
  • rapporto uomo-natura;
  • ecologia;
  • futuro dell’umanità.

Curriculum B

Cerimonie e Riti Laici

  • ritual studies;
  • progettazione avanzata;
  • antropologia;
  • psicologia;
  • scrittura cerimoniale;
  • regia;
  • public speaking;
  • gestione del lutto;
  • cerimonie pubbliche.

Curriculum C

Libertà di Coscienza e Politiche Pubbliche

  • diritto costituzionale;
  • diritti umani;
  • laicità;
  • politiche pubbliche;
  • Terzo Settore;
  • welfare;
  • istituzioni;
  • pluralismo;
  • rappresentanza delle worldview communities.

III. MA AGGIUNGEREI UNA QUARTA DIMENSIONE: IL TIROCINIO

Non farei mai laureare un Officiante solamente dopo esami teorici.

Servirebbe:

STUDIO → LABORATORIO → TIROCINIO → ESAME PRATICO → ABILITAZIONE ASSOCIATIVA

Durante il tirocinio dovrebbe:

  • assistere a cerimonie;
  • intervistare famiglie;
  • scrivere script;
  • preparare cerimonie;
  • svolgere prove davanti a commissioni;
  • partecipare a cerimonie reali;
  • imparare la gestione degli imprevisti;
  • lavorare con sale comunali, cimiteri, strutture sanitarie e altri contesti, nel rispetto delle rispettive regole.

Il modello universitario olandese è particolarmente interessante proprio perché unisce teoria dei rituali, significato e progettazione pratica delle cerimonie. (Universiteit voor Humanistiek)


IV. IL PROFILO FINALE

Al termine del percorso, io non lo chiamerei semplicemente:

“celebrante”.

La figura avrebbe almeno sei competenze integrate:

FILOSOFO DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA
+
DIVULGATORE DELLA VISIONE EVOLUZIONISTICA
+
EDUCATORE ALLA CITTADINANZA LAICA
+
ESPERTO DI RITI E PASSAGGI DELLA VITA
+
OFFICIANTE CERIMONIALE
+
FACILITATORE DELLA COMUNITÀ

Questa è, a mio giudizio, una figura professionale molto più interessante del semplice “celebrante”.


V. Una precisazione giuridica importante

In Italia oggi non sarebbe corretto presentare questa come una “laurea abilitante statale in Facilitatore Officiante Laico” senza una specifica istituzione universitaria e un riconoscimento normativo.

Quindi, nella fase progettuale dell’APS, parlerei di:

“Progetto di Corso di Laurea/Alta Formazione in Facilitatore e Officiante Laico”

e, nel frattempo, la Scuola dell’APS potrebbe rilasciare una qualificazione associativa non statale, sul modello delle attuali formazioni non formali.

Questo non è un limite del progetto: è precisamente il modo corretto per costruire una fase sperimentale prima di arrivare eventualmente a una collaborazione con un’università.


VI. La formula che sintetizza l’intero corso

La formazione dovrebbe portare lo studente a compiere questo percorso:

CONOSCERE IL MONDO

COMPRENDERE L’EVOLUZIONE

COMPRENDERE L’ESSERE UMANO

COMPRENDERE LA COSCIENZA

COMPRENDERE LA LIBERTÀ

COMPRENDERE IL RITO

IMPARARE A COSTRUIRE IL RITO

IMPARARE A CELEBRARLO

IMPARARE AD ACCOMPAGNARE LA PERSONA

DIVENTARE FACILITATORE/OFFICiante LAICO

E questo avrebbe un precedente internazionale molto interessante: in Norvegia l’Human-Etisk Forbund considera le cerimonie, insieme al sostegno pastorale e alla promozione della libertà di scelta, strumenti per una società equa e secolare; le sue cerimonie comprendono accoglienza/naming, confermazione umanista, matrimonio e funerale. (Human-Etisk Forbund)

La differenza innovativa del suo progetto sarebbe però questa: non limitarsi a formare chi sa celebrare un rito, ma formare una persona che abbia una solida cultura della Libertà di Coscienza, sappia spiegare la visione evoluzionistica del mondo con fiducia epistemica, conosca profondamente anche le concezioni religiose e sia capace di trasformare questa cultura in cerimonie pubbliche, educazione e vita comunitaria.

Questa potrebbe diventare la vera “Facoltà della Libertà di Coscienza e della Spiritualità Laica” del suo progetto.

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