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PIANO NAZIONALE DELLA LIBERTA’ DI COSCIENZA;lo trasformerei in un documento-quadro organico, capace di passare dalla teoria alla sperimentazione amministrativa.

PIANO NAZIONALE PER L’ATTUAZIONE PRATICA DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA

Dalla libertà costituzionale alla libertà concretamente vissuta

PREMESSA POLITICA E CULTURALE

Il personale è politico.

La coscienza appartiene alla persona.
Le condizioni della sua libertà appartengono alla società.
La garanzia di tali condizioni appartiene alla politica e alle istituzioni.

Per questo la libertà di coscienza non può esaurirsi nel diritto astratto di credere o di non credere. Deve tradursi nella possibilità concreta di vivere secondo la propria coscienza, senza discriminazioni e in condizioni di effettiva eguaglianza.

Il Piano partirebbe dagli artt. 3, 8 e 19 della Costituzione, ma avrebbe come obiettivo precisamente quello di verificare e rafforzare l’effettività di quei principi nella vita quotidiana.


PARTE I — CARTA DEI DIRITTI

Carta italiana della Libertà di Coscienza

Art. 1 — Libertà della coscienza

Ogni persona è libera nella formazione, conservazione e modificazione delle proprie convinzioni.

Art. 2 — Diritto di credere

Ogni persona ha diritto di professare una fede religiosa o altra convinzione.

Art. 3 — Diritto di non credere

Ogni persona ha diritto di non professare alcuna fede religiosa e di non appartenere ad alcuna confessione.

Art. 4 — Diritto di cambiare

Nessuno può essere discriminato perché cambia, abbandona o modifica le proprie convinzioni.

Art. 5 — Diritto al silenzio della coscienza

Nessuno può essere obbligato a dichiarare le proprie convinzioni religiose, filosofiche o non religiose, salvo i casi previsti dalla legge.

Art. 6 — Diritto alla manifestazione

La persona può manifestare pubblicamente le proprie convinzioni o non-convinzioni nel rispetto dei diritti altrui.

Art. 7 — Diritto all’educazione

Ogni minore deve poter ricevere un’educazione rispettosa della libertà di coscienza.

Art. 8 — Diritto alla ritualità civile

Ogni persona deve poter accedere, su base volontaria, a cerimonie civili e laiche nelle principali fasi dell’esistenza.

Art. 9 — Diritto alla memoria

Ogni persona ha diritto a una commemorazione e a un commiato coerenti con le proprie convinzioni.

Art. 10 — Non discriminazione

La non-credenza non può costituire motivo di discriminazione nell’accesso ai servizi pubblici, alla vita sociale e alla partecipazione democratica.


PARTE II — IL MODELLO DI CENTRO

Centro Civico di Libertà di Coscienza

Propongo di distinguere due realtà.

A. Centro Civico di Libertà di Coscienza

Pubblico o convenzionato, aperto a tutte le coscienze.

B. Centro di Spiritualità Laica

Associativo, gestito da APS/ETS, orientato alla cultura laica, umanistica, filosofica, evoluzionistica e alle pratiche spirituali non confessionali.

Non sarebbe quindi una «chiesa degli atei».

Sarebbe un luogo nel quale la persona può incontrarsi con altre persone senza che sia necessario condividere una fede religiosa.


PARTE III — COSA DEVE FARE IL CENTRO

Il Centro dovrebbe offrire almeno sei funzioni.

1. CULTURA

  • filosofia;
  • scienza;
  • etica;
  • psicologia;
  • antropologia;
  • evoluzionismo;
  • storia delle religioni;
  • storia dell’ateismo e del pensiero libero.

2. COMUNITÀ

  • gruppi di discussione;
  • incontri intergenerazionali;
  • attività sociali;
  • volontariato;
  • sostegno comunitario.

3. SPIRITUALITÀ LAICA

Pratiche di:

  • riflessione;
  • meditazione non religiosa;
  • silenzio;
  • contemplazione della natura;
  • consapevolezza;
  • elaborazione del significato dell’esistenza.

4. RITI DI PASSAGGIO

Dalla nascita alla morte.

5. EDUCAZIONE ALLA LIBERTÀ DI COSCIENZA

Per scuole, famiglie, cittadini e amministratori.

6. SERVIZIO CIVICO

Orientamento sui diritti e sulle possibilità offerte dalle istituzioni.


PARTE IV — IL SISTEMA DELLE CERIMONIE LAICHE

Questa potrebbe essere una delle parti più visibili del progetto.

Il «Ciclo della Vita Laica»

FaseCerimonia
NascitaPresentazione e benvenuto alla vita
InfanziaCelebrazione della crescita
AdolescenzaRito della consapevolezza
Maggiore etàRito dell’autonomia
UnioneCerimonia civile/laica
AnniversariCelebrazioni della vita condivisa
CommemorazioneMemoria delle persone care
MorteCerimonia di commiato laica

L’obiettivo non è copiare i sacramenti religiosi.

È riconoscere che anche una società non religiosa ha bisogno di ritualizzare i passaggi fondamentali dell’esistenza.


PARTE V — GLI SPAZI PUBBLICI

Il Comune potrebbe istituire:

«Spazi comunali per la Libertà di Coscienza e le Cerimonie Civili»

Utilizzabili secondo criteri pubblici e neutrali per:

  • cerimonie laiche;
  • commemorazioni;
  • riti di passaggio;
  • incontri filosofici;
  • attività culturali;
  • celebrazioni civili;
  • momenti di raccoglimento.

La regola dovrebbe essere:

Lo spazio pubblico non è né religioso né antireligioso: è della cittadinanza.


PARTE VI — CIMITERI

Qui proporrei una vera innovazione amministrativa:

«Servizio cimiteriale per la libertà di coscienza»

Ogni Comune dovrebbe progressivamente prevedere:

1. Sala del commiato aconfessionale

2. Possibilità di cerimonie laiche

3. Spazio memoriale civile

4. Informazioni chiare sulle diverse possibilità funerarie

5. Elenco di celebranti laici disponibili

6. Procedure semplici per organizzare un commiato non religioso

Non necessariamente un «cimitero ateo».

Piuttosto:

un cimitero pubblico nel quale la libertà di coscienza sia concretamente visibile.


PARTE VII — DELIBERA COMUNALE

Il Comune potrebbe approvare una deliberazione del tipo:

«Istituzione del Programma comunale per la Libertà di Coscienza»

La delibera potrebbe:

  1. riconoscere la libertà di coscienza come valore della comunità;
  2. istituire un tavolo permanente;
  3. individuare uno spazio comunale;
  4. istituire il servizio di cerimonie civili;
  5. prevedere una sala del commiato;
  6. regolamentare l’utilizzo degli spazi;
  7. favorire convenzioni con APS/ETS;
  8. istituire un elenco di celebranti;
  9. promuovere attività culturali;
  10. produrre una relazione annuale sull’attuazione.

PARTE VIII — REGOLAMENTO

Il regolamento dovrebbe stabilire criteri uguali per tutti:

  • accesso;
  • prenotazione;
  • durata;
  • responsabilità;
  • costi;
  • gratuità per determinate categorie;
  • rispetto della dignità delle persone;
  • libertà di espressione;
  • divieto di discriminazione;
  • neutralità dello spazio;
  • eventuali limiti derivanti dalla legge.

Questo è essenziale perché il progetto non venga percepito come concessione privilegiata a una particolare ideologia.


PARTE IX — CONVENZIONE COMUNE–APS

Il Comune potrebbe affidare determinati servizi, mediante strumenti giuridici appropriati, a una APS/ETS qualificata.

L’APS potrebbe occuparsi di:

  • formazione dei celebranti;
  • organizzazione delle cerimonie;
  • attività culturali;
  • volontariato;
  • elaborazione dei rituali;
  • raccolta delle esigenze dei cittadini.

Il Comune manterrebbe:

  • controllo;
  • trasparenza;
  • regolamentazione;
  • imparzialità;
  • accessibilità del servizio.

PARTE X — IL PROGETTO PILOTA DELLA PIANA DEL SELE

Qui farei partire concretamente il progetto.

«PIANA DEL SELE — LABORATORIO TERRITORIALE DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA»

Non partirei cercando immediatamente una legge nazionale.

Partirei dalla sperimentazione di alcuni Comuni.

FASE 1 — Ricerca

Mappatura di:

  • spazi pubblici;
  • sale del commiato;
  • servizi cimiteriali;
  • cerimonie civili;
  • associazioni;
  • APS/ETS;
  • bisogni della popolazione.

FASE 2 — Tavolo territoriale

Comuni + APS + associazioni + cittadini + esperti.

FASE 3 — Progetto pilota

Attivazione di:

Centro/Spazio di Libertà di Coscienza

servizio di cerimonie laiche

sala del commiato

spazio memoriale

FASE 4 — Sperimentazione

12–24 mesi.

FASE 5 — Valutazione

Misurare:

  • numero di utenti;
  • cerimonie realizzate;
  • costi;
  • soddisfazione;
  • accessibilità;
  • eventuali discriminazioni;
  • richieste non soddisfatte.

FASE 6 — Rapporto

Pubblicazione del:

«Rapporto sulla Libertà di Coscienza nella Piana del Sele»

FASE 7 — Replicazione

Il modello viene proposto ad altri Comuni italiani.


PARTE XI — L’INDICE DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA

A questo punto collegherei il progetto all’ILCN — Indice della Libertà di Coscienza Negativa.

Ogni Comune potrebbe essere valutato su:

L — Libertà giuridica
I — Imparzialità istituzionale
E — Educazione
R — Ritualità civile
S — Spazi pubblici
C — Cimiteri
A — Associazionismo
D — Non discriminazione

E quindi ottenere un profilo:

Libertà dichiarata → Libertà disponibile → Libertà effettivamente utilizzata → Libertà percepita.

Questo trasformerebbe la questione da dibattito ideologico a politica pubblica misurabile.


LA STRATEGIA POLITICA

Il progetto, infine, dovrebbe procedere dal basso verso l’alto:

PERSONA

ASSOCIAZIONE

CENTRO DI SPIRITUALITÀ LAICA

COMUNE

PIANA DEL SELE

REGIONE CAMPANIA

ANCI

GOVERNO E PARLAMENTO

POLITICA NAZIONALE DELLA LIBERTÀ DI COSCIENZA

E il messaggio politico potrebbe essere straordinariamente semplice:

Non chiediamo allo Stato di diventare ateo.

Chiediamo allo Stato di diventare pienamente laico.

Non chiediamo privilegi per i non credenti.

Chiediamo pari libertà per ogni coscienza.

Questa impostazione ha anche un vantaggio decisivo: non presuppone che esista già una discriminazione generalizzata dei non credenti; propone invece di verificarla, misurarla e, dove esiste, rimuoverla. È proprio questo che rende il progetto trasformabile da manifesto culturale in programma amministrativo, ricerca sociale e proposta politica nazionale.

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